L'incidente sulla A14 Bologna - Taranto porta a fare alcune riflessioni sulla sicurezza stradale

Mentre sale il numero di feriti dell’incidente sulla A14, viene naturale interrogarsi sulle soluzioni per prevenire tragedie analoghe. In questi casi l’istinto è pessimo consigliere: additare la politica come unica responsabile è scorretto. Allo stesso modo, non si possono neppure mettere sul banco degli imputati i gestori delle autostrade (nella fattispecie, Autostrade per l’Italia). Tuttavia, occorre partire proprio da questi due soggetti: politica e concessionarie autostradali, visto che sono loro a determinare le linee guida della sicurezza per gli utenti.

I dati di fatto

La realtà è sotto gli occhi di tutti: il guidatore dell’autocisterna si è schiantato contro un TIR, quasi immobile, in coda, scatenando l’apocalisse. Quel conducente è passato davanti a decine di telecamere, autovelox, magari anche Tutor di nuova generazione. Nessuna telecamera ha potuto fermare il camionista: al massimo, se il guidatore ha commesso un’infrazione (eccesso di velocità) la multa verrà recapitata entro 90 giorni a chi è intestato il camion. Dopodiché sarà eventualemente l’azienda di autotrasporto a prendere provvedimenti. Nel frattempo che cosa è accaduto? Sappiamo solo questo: il conducente ha provocato un gravissimo incidente. Sarà difficile capire se era distratto dallo smartphone, ubriaco, drogato, se sia stato assalito da un colpo di sonno mentre guidava o se sia stato colto da malore.

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Il fatto è che autostrade, Statali, strade urbane pullulano di telecamere che, dicono i gestori e i politici, servono a migliorare la sicurezza stradale. Il risultato? Nel 2017, sono aumentate le vittime sull’asfalto (3.378, ossia il 2,9% in più del 2016), mentre i costi sociali sono stimati in 19,3 miliardi di euro, cioè l’1,1% del PIL nazionale. L’Italia è stata bacchettata dall’ETSC (il Consiglio Europeo per la Sicurezza Stradale): non riusciremo mai a raggiungere l’obiettivo fissato dall’Unione Europea di dimezzare i morti dal 2011 al 2020, dopo aver fallito il target analogo del decennio precedente.

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Serve un progetto strutturato

Autovelox, Tutor e telecamere sono preziosi, ma non bastano. Così come stanno le cose oggi l’errore umano scatena incidenti gravissimi. Urge che politici e gestori di strade e autostrade si siedano attorno a un tavolo per elaborare un progetto strutturato, di lungo periodo, coinvolgendo tecnici ed esperti. È necessario aumentare i controlli delle Forze dell’ordine su strade e autostrade, con i guidatori pericolosi da verificare e fermare all’istante: servono più risorse e più uomini. In parallelo, va utilizzata una tecnologia, su tutti i tipi di veicolo (dall’auto al TIR), che sia in grado di prevenire gli incidenti da stanchezza, distrazione, colpo di sonno, malore e, in generale, impedisca a un conducente di accendere il motore se in stato di alterazione da alcol o droga. Un primo input è arrivato dall'Unione Europea col progetto di rendere obbligatori su auto, furgoni e camion numerosi sistemi di sicurezza entro il 2021. Serve però che dalla teoria si passi alla pratica. 

Toninelli "Agire su due fronti"

Intanto il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli ha commentato i tragici fatti dell'A14, annunciando "La ferma volontà di agire su due fronti". Il primo riguarda "la necessità di alleggerire il traffico di merci su gomma" e il secondo, invece, punta sulla tecnologia di assistenza alla guida.

"Questo ministero vuole quindi incentivare l’installazione sui mezzi che trasportano merci pericolose - che superano le 35mila unità secondo i dati in nostro possesso - di presidi di guida assistita. Sto parlando di dispositivi anticollisione, frenata automatica, controllo predittivo della velocità".

"Ritrovati - spiega il Ministro  - ormai abbastanza comuni nelle nostre auto più nuove e che non possono non corredare questi mezzi pesanti che rischiano ogni momento di trasformarsi in ordigni ambulanti". Toninelli ha poi ricordato il progetto Smart Roads di Torino "Al riguardo, il mio ministero sta dando un forte input alla sperimentazione su strada delle soluzioni di Smart Road e di guida connessa e automatica. E sta introducendo, tra l’altro, sistemi di interazione tra veicoli e infrastrutture capaci di trasferire informazioni e servizi di interesse per la sicurezza e l’efficienza della guida e del traffico nonché sistemi per l’interazione e la collaborazione tra veicoli. Occorre assicurare massimi standard di sicurezza; esistono già norme specifiche abbastanza aggiornate riguardanti il trasporto su strada di merci pericolose, anche profilate in base alla tipologia di materiale. Verificherò comunque se a Bologna le regole siano state rispettate".   
 

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