Vanno sempre più di moda le bufale, anche su temi che riguardano l’auto. In particolare, sul web ad agosto è molto diffusa una fake news sul nuovo Tutor. Per snidarla, è più facile partire da quello che è vero: il SICVe-PM, questo il nome del sistema che ha preso il posto del vecchio Tutor, calcola la velocità media su 22 tratte autostradali. Ma su Internet ha trovato parecchio spazio una notizia falsa, lanciata da un sito cosiddetto autorevole, e ripresa da numerosi portali, che non hanno neppure citato la fonte. Eccola: il nuovo Tutor multa anche chi viaggia non in regola con la Rc auto, oppure con la revisione, o col bollo. Tutto falso. Ma perché questa bufala ha avuto un impatto così forte? Scopriamolo in basso.

La fake news del nuovo Tutor che fa tutto

La prima ragione del successo della fake news sul nuovo Tutor è anzitutto la diffusione dei veicoli senza Rca: l’Ania (Associazione delle assicurazioni) stima che nel 2017 ben 2,8 milioni di veicoli, pari al 6,3% del totale degli immatricolati, non possedevano una copertura assicurativa. Il valore risulta appena in lieve diminuzione rispetto al 2016, quando si stimavano 2,9 milioni di veicoli non assicurati, con un’incidenza del 6,7%. Chi parte per l’esodo e non ha la Rca, teme quindi di essere “pizzicato” dal nuovo Tutor: gli arriva la notizia (falsa), si informa sul web e “beve” la bugia, spaventandosi. Per quanto riguarda la revisione periodica obbligatoria, ci sono altre stime, elaborate dalla Motorizzazione Civile, e in quanto a evasione siamo al livello della Rca. Numeri più incerti sul bollo auto, però si teme che gli automobilisti senza aver pagato la tassa di proprietà siano un esercito.

Chi parte per l’esodo e non ha la Rca, teme quindi di essere “pizzicato” dal nuovo Tutor: gli arriva la notizia (falsa), si informa sul web e “beve” la bugia, spaventandosi.

L’intreccio con la realtà

La seconda ragione per cui la fake news sul nuovo Tutor ha avuto successo è che, in passato, i politici hanno annunciato più volte l’arrivo del Grande Fratello: un sistema che controlla Rc auto e revisione. Però mai entrato in vigore, perché mancano i decreti attuativi che rendano effettiva la norma. E non si sa neppure quando questi decreti arriveranno. Pertanto, un utente web che non paga Rca e bollo ha mischiato la fake news con una notizia vera (quella della legge che introduce il controllo), col risultato di alimentare le proprie paure.

Questione bollo: che caos

E veniamo al bollo auto che sarebbe controllato dal Tutor. Si tratta della tassa di proprietà della vettura, che viene pagata alla propria Regione: ogni ente locale fa da sé, avvalendosi spesso per chi è in ritardo di Equitalia, che oggi è l’Agenzia delle entrate-riscossione. Dopo gli inviti a pagare, chi non salda il conto si vede arrivare anche le ganasce fiscali, ossia il fermo amministrativo della vettura. Stando alla bufala, il nuovo Tutor attingerebbe a un misterioso database a livello nazionale, e farebbe le veci delle singole Regioni. Non è vero niente: ogni Regione continuerà a fare da sé.

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La... “novità” estiva dei controlli

Quanto al fatto che il nuovo Tutor (o altre telecamere) verifichino fuori dalle autostrade la Rc auto, la revisione e se l’auto sia oggetto di un furto, comunque anche questa non sarebbe una novità, al contrario di quanto afferma il sito che ha diffuso la fake news. Infatti, da anni diverse Polizia Municipali utilizzano telecamere a bordo strada (non sulle autostrade), che leggono la targa dei veicoli. C’è un collegamento con un database, e da qui si capisce se la macchina è in regola o no. Pertanto, non è vero che il Tutor fa quei controlli, e non è vero che, comunque, si sarebbe trattato di una novità di agosto. Forse, spacciarla come tale faceva gioco, rendendo l’articolo più affascinante.

Scout Speed, cautela

Non male anche la fake news sullo Scout Speed. Prima, ecco cosa è vero: è un autovelox a bordo di un’auto delle Forze dell’ordine in movimento; viene piazzato sul parabrezza, sotto lo specchietto retrovisore centrale. E quindi viene definito autovelox dinamico, o apparecchio per controlli della velocità in modalità dinamica. Si differenzia dagli altri strumenti, fissi o mobili, ma comunque fermi in un posto. Secondo una circolare ministeriale, lo Scout Speed vale anche senza cartello di preavviso. Stando alla sentenza 535/201 del Tribunale di Belluno, se la Polizia invia la multa a casa del proprietario dell’auto, senza fermarlo, i controlli di velocità effettuati con apparecchi installati a bordo di pattuglie in movimento devono essere segnalati come avviene con i normali autovelox, posizionati a bordo strada. Perché lo impone il Codice della Strada, superiore alla circolare ministeriale. Ma la bufala è pericolosa: fai ricorso al Prefetto e vinci. Attenzione: in realtà, il rischio è che la multa raddoppi, in quanto il Prefetto può ritenere valida la circolare.