La proposta del Ministro dei Trasporti è sacrosanta, ma per aumentare davvero la sicurezza stradale i controlli devono essere capillari, rigorosi, costanti

Non si ferma l’allarme distrazione da guida con smartphone in mano. A preoccupare è anche il fatto che siano salite le vittime sull’asfalto nel 2017: 3.378, ossia il 2,9% in più del 2016. Per questo, il ministro dei Trasporti, Danilo Toninelli, annuncia un giro di vite contro l’uso improprio del telefonino al volante. Per capire di che inasprimento si tratta, occorre partire dalle norme oggi: a chi guida con cellulare in mano, una multa di 161 euro e taglio di 5 punti-patente; e sospensione della patente da uno a 3 mesi alla seconda infrazione nel biennio (recidiva). Il ministro dice che si arriverà sino a ragionare sulla “eventualità del ritiro immediato della patente".

Uno schema per semplificare

In termini semplici, adesso la sospensione della patente scatta alla recidiva. Per la modifica, allo studio ci sono diverse ipotesi; tra queste, la nuova possibile multa: 161 euro, taglio di 10 punti subito e sospensione della patente da 2 a 6 mesi alla seconda infrazione nel biennio. Quindi, la sottrazione di punteggio e lo stop alla patente raddoppiano; però solo alla recidiva: 2 violazioni in 2 anni. In alternativa, la misura drastica: sospensione della patente immediata. Il ministro, quando parla di ritiro, intende uno stop momentaneo, non la revoca definitiva.

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Come in passato

Lo smartphone è stato al centro di numerosi disegni legge di riforma del Codice della Strada in passato, sfociati nel nulla. La patata bollente ora è in mano al Governo giallo-verde: M5S e Lega si giocano la propria credibilità anche in tema di sicurezza stradale, con Toninelli che ha fatto annunci a ripetizione. Prima, l’obbligo di seggiolini anti-abbandono, poi normative per la mobilità connessa e integrata, e adesso sui telefonini.

Il problema dei controlli

Tuttavia, resta un fatto: pur se fossero introdotte pene più severe per chi usa lo smartphone in modo improprio, rimarrebbe il problema dei controlli. Lo stesso Toninelli ha detto che urgono più verifiche sul campo: chi ferma il trasgressore su strada? Quanta Polizia Municipale, quanti agenti della Polizia Stradale, quanti Carabinieri? Di recente, nelle città, qualcosa si è mosso, grazie ai "falchi" in moto, spesso in borghese. Ma è una goccia in un oceano. La verità è che siamo molto indietro nella lotta alla guida pericolosa, così come nel contrastare gli incidenti da alcol o droga. Servirebbe un piano organico, con esponenti di Governo e tecnici specializzati in sicurezza stradale, per limitare davvero la guida con smartphone in mano.

Lo stesso Toninelli ha detto che urgono più verifiche sul campo: chi ferma il trasgressore su strada?

Sequestro del cellulare

In parallelo, diverse Procure si muovono per sequestrare lo smartphone dopo un incidente: l’obiettivo è capire se il guidatore fosse distratto dall’uso improprio del cellulare. Operazione utile pure a definire statistiche: un altro problema è che in Italia non si conosce il numero di incidenti da smartphone (né da alcol o droga). E se il nemico presenta incognite, è più difficile combatterlo.