Il Governo contro Autostrade per l’Italia. Di Maio durissimo contro la famiglia Benetton, principale azionista di Atlantia, che controlla Autostrade

Mentre si aggrava il bilancio della strage del ponte Morandi (39 morti, decine di dispersi, 16 feriti di cui 9 gravissimi, centinaia di sfollati, che rappresentano una tragedia nel dramma), è guerra fra Governo e Autostrade per l’Italia, della holding Atlantia, della famiglia Benetton. I lavori dei Vigili del Fuoco si concentrano in particolare sotto le macerie del pilastro che sosteneva il ponte e nella zona della ferrovia, entrambe sull'argine sinistro del Polcevera: con le gru vengono rimossi pezzi di cemento più grandi e poi le squadre Usar verificano l'eventuale presenza di auto o persone. Ma vediamo lo scontro fra Esecutivo e gestore con 10 risposte a 10 domande.

1) Qual è l’obiettivo del Governo?

"Avvieremo la procedura per la revoca senza attendere le risultanze in sede penale", ha annunciato il premier Conte. L’Esecutivo intende anche appioppare una multa di 150 milioni di euro al gestore. Però la società (che ha chiuso il 2017 con ricavi operativi per quasi 4 miliardi di euro, un utile d'esercizio di 1,042 miliardi e investimenti operativi per 556 milioni) si difende: "Investiamo oltre un miliardo in sicurezza e manutenzione". Questo, dice la concessionaria, “ha contribuito in maniera sostanziale all'innalzamento sulla rete di Autostrade per l'Italia del livello di sicurezza - misurabile attraverso l'abbattimento dei tassi di mortalità e di incidentalità - che è stato portato a livello di eccellenza in Europa”.

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2) Perché la revoca della concessione?

Secondo il premier Conte e i due vice Salvini e Di Maio, nonché stando alle dichiarazioni del ministro dei Trasporti Toninelli, la concessionaria ha dimostrato di non saper gestire quel tratto. Autostrade per l'Italia si difende, dichiarandosi fiduciosa di poter dimostrare di aver sempre correttamente adempiuto ai propri obblighi di concessionario, nell'ambito del contraddittorio previsto dalle regole contrattuali che si svolgerà nei prossimi mesi. Ma su cosa si fonda la fiducia del gestore? “Sulle attività di monitoraggio e manutenzione svolte sulla base dei migliori standard internazionali. Peraltro non è possibile in questa fase formulare alcuna ipotesi attendibile sulle cause del crollo. Autostrade per l'Italia sta lavorando alacremente alla definizione del progetto di ricostruzione del viadotto, che completerebbe in cinque mesi dalla piena disponibilità delle aree”.

3) Clausole: cosa dice il Governo?

Sulla questione clausole contrattuali, il Governo controreplica con Di Maio: “Di fronte ai morti non ci sono clausole che tengano”. E con Salvini: “Atlantia (Autostrade) riesce ancora, con faccia di bronzo incredibile e con morti ancora da riconoscere, a parlare di soldi e di affari, chiedendo altri milioni agli Italiani in caso di revoca della concessione da parte del Governo dopo la strage di Genova. Dall’alto dei loro portafogli pieni (e dei loro cuori vuoti) chiedessero scusa e ci dessero i nomi dei colpevoli del disastro, che devono pagare. Il resto non ci interessa”.

4) Il Governo potrebbe pagare penali per la revoca?

La società rileva che “le modalità possono determinare riflessi per gli azionisti e gli obbligazionisti”. In caso di revoca o decadenza della concessione “spetta comunque alla concessionaria il riconoscimento del valore residuo della concessione, dedotte le eventuali penali se e in quanto applicabili”. 

La tragedia del Ponte Morandi

5) Penale dello Stato ad Autostrade per l’Italia: di quanti quattrini parliamo?

Siamo sui 20 miliardi di euro. Tutti e subito, sull’unghia. Ma Di Maio: “La penale di 20 miliardi di euro che lo Stato dovrebbe versare al gestore in caso di revoca non è dovuta: lo sarebbe solo se la revoca fosse ingiustificata, ma qui lo è”. Pertanto, il cuore del discorso sta qui: per contratto, secondo il gestore, lo Stato deve pagare la penale; stando a Di Maio, non c’è nessuna penale perché la revoca è giustificata. Quale sarebbe la giustificazione della revoca, secondo Di Maio? Primo: il crollo del Ponte Morandi. Secondo: i lutti e le sofferenze che ha causato per dimostrare la grave inadempienza del gestore.

6) Se scattasse la revoca, chi investirebbe quel tratto?

In caso di effettiva revoca, Di Maio ha promesso che l’eventuale futuro gestore pubblico investirebbe sulla sicurezza 6 miliardi l’anno. E perché 6 miliardi? È l’equivalente dei pedaggi incassati dal gestore nello stesso periodo. In caso di revoca, chi gestirebbe quel tratto?
Tutta la rete autostradale è dello Stato. Pertanto, gestisce lo Stato stesso (magari attraverso l’Anas), o gestisce un nuovo soggetto privato.

7) Ma il contratto che lega Stato e gestore che cosa dice?

Se ne sa poco. C’è il segreto di Stato su quella convenzione come sulle altre. Il Governo, per bocca di Di Maio, vuole desecretare gli atti “perché i contratti con Autostrade non sono accessibili pubblicamente e anche noi ministri facciamo fatica ad accedervi. Una volta tolti i vincoli scopriremo quali sono i termini dell'accordo. Sappiamo che ci sono delle inadempienze, quindi revocheremo le concessioni. In Italia non si può morire pagando il pedaggio”.

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8) Intanto la Procura cosa ha deciso?

La Procura di Genova ipotizza anche il reato di attentato alla sicurezza dei trasporti, oltre che quelli di disastro colposo e omicidio colposo plurimo per il crollo del ponte Morandi.  Francesco Cozzi ha detto che “bisogna capire qual è stata la causa scatenante. Ma non mi si parli di fatalità, di accidentalità. Questo è il risultato di una folle distruzione del territorio, il solo colpevole è l’uomo”.

9) Fra i vari politici, chi attacca con più durezza i Benetton?

Di Maio sferra un attacco micidiale, che coinvolge la vecchia politica e i Benetton: "Nello Sblocca Italia nel 2015 fu inserita di notte una leggina che prolungava la concessione a Autostrade in barba a qualsiasi forma di concorrenza. Si è fatta per finanziare le campagne elettorali. A me la campagna non l'ha pagata Benetton e sono libero di rescindere questi contratti". Parole durissime del vicepremier Luigi Di Maio al termine del vertice in Prefettura con il premier Conte, che ha ribadito: "Revocheremo le concessioni. Mentre stiamo accertando il numero dei decessi e lo stato delle aziende autostrade ci dice che gli spettano i proventi del contratto che gli taglieremo. Questo è ancor più vergognoso, pensano sempre al profitto".

10) La Borsa come ha reagito?

È un disastro per la società. Oggi, giovedì, Atlantia, azionista di Autostrade per l’Italia: perde addirittura il 25%, dopo il -5,4% di martedì, giorno del crollo del ponte Morandi. Tradotto in soldoni, la capitalizzazione di Borsa del gruppo di servizi autostradali e aeroportuali sotto i 15 miliardi di euro, circa 6 miliardi in meno rispetto ai valori antecedenti il disastro di Genova avvenuto alla vigilia di Ferragosto. È ipotizzabile che, pure per questo, Atlantia abbia chiarito: in caso di revoca, spetta ad Autostrade per l’Italia il riconoscimento del valore residuo della concessione (che scade nel 2038), “dedotte le eventuali penali se e in quanto applicabili”. Atlantia ha sottolineato che, negli ultimi 10 anni, hanno investito oltre 10 miliardi di euro nell’ampliamento e ammodernamento della rete autostradale italiana.

Fotogallery: Il crollo del Ponte Morandi nelle immagini dei Vigili del Fuoco