La tragedia spiegata in 10 punti, sulla base degli elementi che sono emersi finora

Crollo del ponte Morandi: si scava alla ricerca di eventuali ulteriori vittime tra le macerie. Al momento sono 38 i morti accertati. I feriti sono 15 di cui 9 in codice rosso. Più di 600 gli sfollati. E una città, Genova (anzi, una regione intera come la Liguria), spaccata in due, col rischio di gravissimi danni all’economia, nell’immediato e nel futuro, alla luce dell'importanza strategica del ponte crollato per la viabilità al servizio del porto più importante d'Italia insieme a quello di Gioia Tauro. Sulla scorta delle informazioni, vediamo di rispondere a 10 domande che riguardano la tragedia.

1) Oggi, si sa chi è il responsabile del crollo?

Oggi no, non si sa. La Procura di Genova sta indagando: i reati ipotizzati sono attentato colposo alla sicurezza dei trasporti e disastro colposo conseguente al crollo di costruzione con omicidio colposo plurimo. Si parla quindi di omicidio colposo: per imperizia, imprudenza (articolo 589 del Codice Penale italiano). “Chiunque cagioni per colpa la morte di una persona è punito con la reclusione da sei mesi a cinque anni. Nel caso di morte di più persone, ovvero di morte di una o più persone e di lesioni di una o più persone, si applica la pena che dovrebbe infliggersi per la più grave delle violazioni commesse aumentata fino al triplo, ma la pena non può superare gli anni quindici”. In parallelo, la procura di Parigi ha aperto un'inchiesta per "omicidi colposi" in relazione alla tragedia: sono rimasti uccisi 4 ragazzi francesi. Prima, vanno scoperte le cause; dopodiché, forse, si potranno individuare i responsabili. Sentiamo il procuratore capo, Francesco Cozzi: "Al momento le ipotesi di reato sono tutte a carico di ignoti perché bisogna individuare prima le possibili cause". 

Prima, vanno scoperte le cause; dopodiché, forse, si potranno individuare i responsabili. 

2) Quali risorse sono state stanziate?

Il Consiglio dei ministri straordinario in programma sabato presso la Prefettura di Genova stanzierà la seconda tranche di aiuti alla città per affrontare l'emergenza. Dopo i 5 milioni stanziati per le urgenze, ha annunciato l'assessore regionale ligure alla Protezione Civile Giacomo Giampedrone, il Cdm riconoscerà extra costi per dare un'abitazione agli sfollati, modificare la viabilità cittadina e rimborsare le aziende danneggiate dal crollo e dall'interruzione del traffico. E per le indagini? "Di fronte a una tragedia del genere non voglio sentir parlare di limiti di spesa o di norma", lo ha affermato il procuratore Cozzi.

crollo ponte genova

3) Perché le convenzioni Stato-concessionarie sono segrete nei punti principali?

Il contratto che lega una concessionaria privata allo Stato (la convenzione), che è proprietario della rete autostradale, è segreto per prassi. Se ne conoscono solo dettagli di scarso peso: le parti principali (quelle che riguardano gli incassi del gestore) sono sconosciute. Questa prassi è iniziata con l’Anas che agiva per conto dello Stato; perdura con l’ufficio competente incorporato nel ministero dei Trasporti. Tutte le clausole del contratto fra gestore e Stato sono state scritte e firmate dai politici in passato: fra le clausole, c’è anche la penale che lo Stato paga al gestore in caso di revoca della concessione. Una clausola, questa, che è tutto fuorché a svantaggio del gestore.

4) Clausola della revoca: cioè?

Il gestore "avrà diritto, nel rispetto del principio dell'affidamento ad un indennizzo/risarcimento a carico del concedente (Anas), in ogni caso di recesso, revoca, risoluzione, anche per inadempimento del concedente e/o comunque cessazione anticipata del rapporto di convenzione pur indotto da atti e/o fatti estranei alla volontà del concedente, anche di natura straordinaria o imprevedibile". Questa clausola non l’ha imposta Autostrade per l’Italia. Questa clausola è stata scritta e firmata dalla politica.

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5) Revoca della concessione ad Autostrade per l’Italia: il Governo ha deciso compatto?

No. È spaccato. Il vicepremier Di Maio è il più agguerrito: “Chi non vuole revocare le concessioni deve passare sul mio cadavere. La priorità non è stare attenti alla finanza e alla Borsa. Noi stiamo attenti alle famiglie delle vittime e alle vittime. Ci sono 40 morti: la sentenza c’è già. Lo Stato non pagherà penali”. Invece sentiamo l’altro vicepremier, Salvini: "Da Autostrade per l’Italia puntiamo a ottenere, nell'immediato, fondi e interventi a sostegno dei parenti delle vittime, dei feriti, dei seicento sfollati e della comunità di Genova tutta, anche in termini di esenzione dai pedaggi. Di tutto il resto parleremo soltanto dopo".

6) Quanto costerebbe la revoca allo Stato?

Circa 20 miliardi. A questa somma mostruosa si arriva tenendo presente gli utili di Autostrade per l'Italia nell'ultimo anno: circa un miliardo, 968 milioni. Siamo al livello di un'intera finanziaria, insostenibile, anche di fronte a grave colpa dimostrata della società. In alternativa alla revoca, si fa largo l’ipotesi di multa ad Autostrade per l’Italia. Nel nostro Paese, afflitto da costi della politica esorbitanti ed evasione fiscale record, si discute di eventuale innalzamento dell’IVA dal 22% attuale: non c’è margine per un esborso di 20 miliardi.

7) Gli sfollati dove andranno a vivere?

Sono 45 gli alloggi di Arte Genova (l'istituto delle case popolari) e del Comune che da lunedì verranno messi a disposizione per altrettanti nuclei familiari sfollati a seguito del crollo di ponte Morandi. Altri 300 verranno predisposti entro due mesi. Lo annunciano il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti, il sindaco Marco Bucci, l'assessore regionale all'Urbanistica Marco Scajola e comunale all'Edilizia Pietro Piciocchi. L'obiettivo è dare "una risposta immediata ai 311 nuclei familiari sfollati. Gli alloggi individuati sono 'vicini' alla zona del crollo in quartieri come Sampierdarena o Rivarolo, ma anche a Pegli. La prima tranche di alloggi sarà assegnata ai nuclei familiari con bambini, anziani o persone fragili.

La tragedia del Ponte Morandi

8) Chi doveva controllare cosa?

È uno dei punti più scottanti. Primo: per legge, “il concedente vigila affinché i lavori di adeguamento sulle autostrade siano eseguiti a perfetta regola d'arte”. Il concedente è lo Stato. Lo Stato doveva vigilare. Attraverso l'Anas e, dal 2013, anche attraverso una specifica Struttura di vigilanza istituita per legge dallo stesso ministero dei Trasporti, sulle autostrade lo Stato deve vigilare “anche sui lavori di manutenzione ordinaria, straordinaria e sui ripristini. Visita e assiste ai lavori e può eseguire prove, esperimenti, misurazioni, saggi e quant'altro necessario per l'accertamento del buon andamento dei lavori stessi”. Morale: sul ponte Morandi, Autostrade per l’Italia ha svolto controlli. Se ha svolto controlli senza a sua volta essere controllata dallo Stato, la colpa non la si può dare ad Autostrade per l’Italia. A controllare, chi doveva essere? Si ipotizza che dovesse essere la Struttura di vigilanza ministeriale. Dopo la tragedia, è emersa che le risorse per i controlli sarebbero pochissime: i controllori non sarebbero messi nelle condizioni di controllare in modo efficace. Ancora una volta, è la politica sotto accusa.

9) Autostrade per l’Italia: è il primo episodio controverso?

No. Ce ne sono altri. In particolare, citiamo la vicenda del vecchio Tutor, col brevetto che (stando alla Corte d’appello di Roma) è stato copiato: questione che si trascina da una dozzina d’anni. E la strage di Acqualonga del luglio 2013. In entrambi i casi, la partita è aperta. Autostrade per l’Italia ha respinto e respinge ogni addebito.

10) In merito al crollo del ponte Morandi, quali sono le righe più importanti fra i vari comunicati di Autostrade per l’Italia?

Primo: “Nulla era presagibile dai controlli più approfonditi svolti sul ponte Morandi”. Secondo: “Se dagli approfondimenti interni già avviati o dalle inchieste delle autorità competenti, anche a prescindere da profili penali, dovessero emergere responsabilità di manager, funzionari o tecnici dell'azienda, Autostrade per l'Italia adotterà in modo rigoroso i provvedimenti conseguenti”.

Gallery: Il crollo del Ponte Morandi nelle immagini dei Vigili del Fuoco