Per il Presidente americano è ora di ridurre i vincoli di consumo per le Case automobilistiche

Decine di anni di campagne governative. Fiumi di parole e milioni di dollari spesi nella direzione dell’abbassamento dei consumi. Ora, l’inversione “a U” a opera dell’amministrazione di Donald Trump, secondo cui è il momento di “rilassare”, testualmente, gli standard imposti alle case automobilistiche. Così, dopo la questione dei dazi diretti ai Costruttori non americani, ecco un altro provvedimento che potrebbe incidere non poco sul mondo dell'auto.

Mutate opportunità

Alla base di questo nuovo (o vecchio) modo di pensare non c’è solo l’ormai nota e rivendicata diffidenza di Trump e della sua amministrazione rispetto al nesso fra le attività umane e i cambiamenti climatici, ma anche un quadro macro economico differente rispetto a non molti anni fa. Da un lato, l’aumento di uso di gas naturale e di altre alternative al petrolio ha ridotto il consumo di quest’ultimo; dall’altro, lo sblocco dello shale oil (olio di scisto, ovvero il petrolio ricavato da frammenti di rocce) ne aumentato le disponibilità. Quanto basta, insomma, per far prendere questa decisione a Trump.

 

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Finalità di lungo periodo

Fino a qui, i presupposti. Ma dietro alla “spinta” a un maggior consumo di petrolio c’è anche dell’altro. Che cosa? Il fatto che un aumentato consumo di petrolio (interno e d’esportazione) è un grande volano per l’economia, ma ha anche risvolti “politici, geopolitici e militari” come afferma John Graham, un alto esponente dell’amministrazione di George W. Bush e ora decano della School of Public and Environmental Affairs all’Indiana University.

Le reazioni

Anche se l’annuncio della nuova politica energetica non è stati più di tanto sbandierato, le reazioni, anche forti, non sono mancate. Così Tom Kloza, noto analista americano esperto di materie energetiche: “E’ come dire: sono un vecchio uomo grasso, il prezzo del cibo è crollato, per cui è ora di mangiare ancora di più”. Questo invece il pensiero di Sean Donahue, avvocato dell’Environmental Defense Fund: “Il cambiamento climatico è un chiaro e crescente pericolo per il presente e per il futuro.