Nonostante le notizie che circolano sui social, lo “stop” della licenza si verifica solo in caso di recidiva

Confessiamo che quasi ci dispiace sia una bufala, visto che la notizia ha certamente spaventato tante persone e fatto si che molte di loro non usassero più lo smartphone alla guida. Del resto il messaggio è chiaro: “martedì prossimo entrerà in vigore il nuovo Codice della Strada […] e chi verrà sorpreso alla guida del veicolo, anche se fermo ai semafori o agli stop, con il cellulare o altri apparecchi”, subirà “il ritiro immediato della patente” e una “multa da 180 a 680 euro”. Peccato che nulla di tutto ciò sia vero, nonostante il Ministro dei Trasporti Danilo Toninelli abbia annunciato una stretta contro chi usa lo smartphone alla guida.

Il ritiro alla seconda infrazione

La falsa notizia si è diffusa come tante altre via social network o WhatsApp, ma non ha nulla di vero sebbene in questo frangente il Codice della Strada si presti a interpretazioni. Come ricorda il sito internet Il Post, chi viene sorpreso alla guida con il telefonino in mano deve pagare una multa da 160 a 646 euro, ma non subisce il ritiro della patente a meno ché non commetta la stessa infrazione una seconda volta entro due anni dopo la prima (in questo caso la sospensione è da 1 a 3 mesi). Diversa è la questione se l'auto è ferma: in questo caso è possibile utilizzare lo smartphone, ma alcuni giudici hanno interpretato la definizione di auto in “arresto” (tecnicamente l'arresto è per esigenze di traffico, quindi non con il rosso o uno stop) e confermato la multa a persone che usavano il telefonino con l'auto ferma allo stop.

Più controlli, non nuove regole

La bufala è tornata d'attualità poche settimane dopo l'annuncio del Ministro Toninelli circa l'inasprimento delle sanzioni per chi viene sorpreso con lo smartphone alla guida, diventata negli ultimi anni fra le principali cause di distrazione all'origine di incidenti. Toninelli ha ventilato la possibilità di ritirare la patente alla prima infrazione di questo tipo, come scritto nella bufala, ma al momento nulla si è mosso in questa direzione e il Ministro ha promesso maggiori controlli.