Dopo la tragedia di Genova emerge uno studio del MIT per il monitoraggio delle vibrazioni sui viadotti

Gli smartphone a bordo delle auto possono contribuire alla sicurezza dei ponti stradali: a ricordarlo è il ministero dei Trasporti. Ovvio il legame con la tragedia del ponte Morandi, in seguito alla quale si sono moltiplicati gli studi online sulla prevenzione dei cedimenti dei cavalcavia (anche se spesso si tratta di bufale). Tutto si basa su una ricerca del Massachusetts Institute of Technology di Boston (il famoso MIT) che, dice il ministero, “potrebbe rappresentare uno spunto per rendere più sicure le nostre infrastrutture”: la si trova pubblicata su una delle principali riviste scientifiche internazionali, i “proceedings” dell’IEEE (lnstitute of Electrical and Electronic Engineers, un'associazione internazionale di scienziati).

Gli accelerometri sentono le vibrazioni

La base di partenza della ricerca, portata avanti anche dagli italiani Paolo Santi e Carlo Ratti, sono i tre accelerometri presenti negli smartphone: sistemi micro-elettromeccanici che misurano lo spostamento del telefonino sui tre assi (altezza, lunghezza e profondità). Possono individuare, spiega il ministero dei Trasporti, le vibrazioni dei ponti, così da capire il loro stato di salute strutturale. Ma qual è l’idea dei ricercatori? Creare una rete di sensori mobili per il monitoraggio dei ponti.

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Affianca i metodi tradizionali

Questo “network” di cellulari a bordo delle vetture avrebbe un doppio vantaggio: anzitutto sarebbe pervasiva, grazie al numero elevato di vetture che circolano su ogni singolo ponte quotidianamente; e poi sarebbe davvero più economico rispetto a una rete fissa di sensori. Ovviamente, è necessario raccogliere una grande quantità di rilevazioni degli smartphone per ottenere una risposta attendibile: parliamo dei “big data”. Le informazioni registrate dallo smartphone presente su un veicolo in movimento vanno ad affiancare, spiega la ricerca, sia quelli raccolti da altri sensori di una rete fissa già esistente sia le ispezioni fatte sul posto da personale qualificato.

La situazione in USA

Ma perché una ricerca del genere in USA? Semplice. Negli States il 40% dei ponti ha più di 50 anni. E ogni giorno, gli americani compiono 188 milioni di viaggi su ponti che strutturalmente hanno qualche deficienza. Indicativamente, occorrerebbero 123 miliardi di dollari di manutenzione immediata.

Se volete approfondire l'argomento potete leggere qui l'ultimo studio e qui uno studio precedente

Fotogallery: Il crollo del Ponte Morandi nelle immagini dei Vigili del Fuoco