Il punto della situazione dopo il più recente comunicato di Atlantia

Si è tenuto ieri il Consiglio di amministrazione di Atlantia (controlla Autostrade per l’Italia) in via straordinaria, a seguito del crollo del ponte Morandi del 14 agosto scorso. In sostanza, sono stati illustrati e ribaditi quattro piani: supporto alla città di Genova, interventi (in attesa di conoscere le cause dell’evento) a favore delle famiglie delle vittime e di quelle costrette a trasferirsi dalle loro abitazioni, ricostruzione del ponte crollato e progetto di viabilità alternativa. Ma il punto caldo è un altro: riguarda la lettera di contestazione formulata dal ministero dei Trasporti nei confronti di Autostrade per l’Italia. Il Consiglio di Atlantia ha avviato le verifiche relative all’impatto di questa missiva in merito agli strumenti finanziari del Gruppo. E ha avviato la valutazione degli effetti delle continue esternazioni e della diffusione di notizie sulla società, riguardo al suo status di società quotata. L’obiettivo? “Tutelare al meglio il mercato e i risparmiatori”.

Come leggere quelle righe

L’ipotesi più accreditata è che, con questo comunicato di Atlantia, lo scontro con il Governo diventi più aspro. L’Esecutivo è (abbastanza) compatto nel ritenere Autostrade per l’Italia responsabile della tragedia: punta alla revoca della concessione, senza pagare penali. In teoria, in base al contratto che lega Stato e concessionaria (la convenzione), il primo dovrebbe versare una penale di 20 miliardi di euro alla società. Ilfattoquotidiano.it interpreta in modo estremo il comunicato: parla di “minacce” di Atlantia al Governo: “L'altolà in coda alla nota del consiglio di amministrazione della holding che sta valutando l'impatto delle contestazioni del ministero dei Trasporti”. Parole il cui peso, dice il quotidiano, è solo minimamente attenuato dalla successiva chiosa secondo cui “le società del Gruppo Atlantia continueranno a profondere il massimo impegno ed a collaborare fattivamente con le istituzioni tutte per il superamento dell’emergenza”. Un po’ più morbido il corriere.it, secondo il quale “Atlantia va allo scontro con il Governo”: vuole “verificare l’impatto delle esternazioni” dell’Esecutivo dopo il disastro di Genova sulla società quotata”.

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Quali conseguenze

Ilsole24ore.com fa inoltre notare che, alla mattina del fatidico 14 agosto, quando il Viadotto del Polcevera è crollato, Atlantia è caduta di oltre il 20%, mandando in fumo 5 miliardi di euro di capitalizzazione, soldi anche del mercato (fondi sovrani esteri e piccoli risparmiatori). Dopo un rimbalzo a inizio settimana, il titolo si è di nuovo inabissato (-4%), “perché si fa sempre più concreta l’ipotesi di una revoca delle concessioni autostradali”.

Ponte da abbattere?

Intanto, il moncone est di ponte Morandi a Genova è pericolante e deve essere abbattuto o messo in sicurezza al più presto: lo conferma la struttura commissariale per l'emergenza che ha ricevuto una relazione tecnica dalla commissione ispettiva del ministero guidata dall'architetto Roberto Ferrazza. La struttura commissariale ha scritto al ministero e concessionaria per avviare gli interventi necessari. Per la pila numero 10, sopravvissuta al crollo, c’è “uno stato di degrado dei materiali di grado più elevato, 4 su una scala di 5, rispetto a quello che era stato riscontrato nella pila numero 9 crollata, che risultava di livello 3".

Fotogallery: Il crollo del Ponte Morandi nelle immagini dei Vigili del Fuoco