I primi test verranno svolti con una flotta di minivan Toyota Sienna

Mondo dell’auto e Silicon Valley sono sempre più vicini e non solo si guardano con interesse, ma parlano e si accordano per rendere realtà quella che sarà una delle più grandi rivoluzioni del mondo su ruota: la guida autonoma. Ultimo esempio di questa sempre più stretta liaison è l’accordo tra Toyota e Uber, intenzionate a stringere sempre di più la loro partnership per sviluppare sistemi che permettano alle auto di guidarsi da sole. Tutto inizierà con una flotta composta da numerosi Toyota Sienna, i minivan della Casa giapponese. C'è di più: Toyota ha annunciato che investirà 500 milioni di dollari in Uber.

Tutto si trasforma

“Questo accordo segna un importante passo per la nostra trasformazione in un’azienda per la mobilità” ha commentato Shigeki Tomoyama, vice presidente esecutivo di Toyota “Così collaboreremo nell’espansione di sempre più sicuri servizi di mobilità come il ride sharing, che comprenderanno auto e tecnologie firmate Toyota”. La collaborazione con Uber quindi non sarà incentrata a sviluppare nuovi modelli da vendere a privati, ma si concentrerà nel creare hardware e software da installare su auto che entreranno a far parte della flotta dell’azienda californiana e non solo. L’obiettivo infatti è quello di fornire mezzi e tecnologie anche ad altre realtà.

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Due sistemi sono meglio di uno

Come scritto qualche riga fa, inizialmente la flotta di veicoli a guida autonoma si baserà sul Toyota Sienna, equipaggiata con tecnologie firmate Toyota e Uber che monitoreranno costantemente tutto ciò che avviene intorno ai minivan. Esattamente come avviene tra Google ed FCA, con quest’ultima impegnata a fornire al colosso di Mountain View un’imponente flotta di Chrysler Pacifica. In futuro poi verranno creati nuovi modelli, naturalmente tutti senza bisogno che qualcuno impugni il volante o agisca sui pedali.