Il gestore rende pubblico il testo della convenzione col ministero dei Trasporti

Rete autostradale: le convenzioni fra gestori e Stato (proprietario delle autostrade), ossia i contratti di concessione, sono stati resti solo in parte pubblici dal ministero dei Trasporti a febbraio. Il cuore delle convenzioni, ossia il piano finanziario, era sconosciuto ai cittadini. In seguito alla tragedia del ponte Morandi, si è accesa la discussione proprio sulla convenzione di Autostrade per l’Italia: guadagni, investimenti, penalità a carico dello Stato in caso di revoca della concessione. L’Anac (Autorità anticorruzione) di Raffaele Cantone da febbraio preme perché tutte le convenzioni siano rese pubbliche in tutte le loro parti. Per questo, “per rispondere alle polemiche e alle strumentalizzazioni che dominano il dibattito pubblico sul tema, Autostrade per l'Italia rende pubblico e accessibile a tutti i cittadini il testo della convenzione in essere con il ministero dei Trasporti (allora Aans) approvata”. Più gli allegati dalla legge 101/2008, più i successivi atti aggiuntivi e relativi allegati.

Piano finanziario online

In questo modo la società rende noti tutti gli elementi che regolano la concessione, compreso il piano finanziario (allegato E) redatto ai sensi delle delibere Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica). “La gran parte di questi documenti era stata già pubblicata sul sito del ministero dei Trasporti il 2 febbraio 2018, mentre la totalità dei documenti stessi era stata già resa disponibile nella scorsa legislatura (maggio 2017) ai membri della commissione Lavori pubblici del Senato per consultazione - dice il gestore -. È importante sottolineare che nessuna norma interna o prassi internazionale prevede la pubblicazione di tali documenti relativi alle concessioni autostradali. Ciò anche per assicurare parità di condizioni sul mercato tra i vari operatori del settore, anche per il caso di nuove procedure di affidamento”.

Convenzione a prova di bomba

In via preliminare: la convenzione, gli atti successivi e il piano finanziario non sono stati certo imposti da Autostrade per l’Italia allo Stato. Sono invece stati concepiti, scritti, avallati e firmati dalla politica in diversi momenti. Emergono tre punti chiave. Primo: con questa convenzione, con gli atti successivi e col piano finanziario, Autostrade per l’Italia ci guadagna sempre e comunque. Secondo: in caso di crisi economica con conseguente calo del traffico dei veicoli sulle autostrade, o in caso di minori investimenti di Autostrade per l’Italia rispetto a quelli programmati, la stessa Autostrade per l’Italia, riporta il corriere.it, ci guadagna comunque: ogni anno gode di un rialzo delle tariffe pari al 70% dell’inflazione reale. Ecco perché è una convenzione a prova di bomba. Terzo: perché, in teoria, questi dati chiave erano coperti da segreto di Stato? Si ipotizza che l’obiettivo fosse tutelare la società, quotata in Borsa, dalla diffusione di notizie sensibili per i mercati finanziari come investimenti e costi di gestione. Anche se va ricordato che in Francia questi atti sono pubblici.

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Remunerazione: il fattore K

Fra tabelle, numeri, formule matematiche complicatissime, dalla convenzione emerge che il rapporto tra Stato e Autostrade per l’Italia è costruito sulla congrua remunerazione del capitale investito. Tutto ruota attorno al parametro K: si calcola, indica il corriere.it, attraverso una complicata formula che prende in considerazione la proporzione del debito, il suo costo, il rendimento e le tasse e imposte da pagare. Sommi tutte le voci, tra remunerazione del capitale e remunerazione del debito: risultato, un 10,21% lordo, che al netto fa 6,85% l’anno.

Investimenti: il fattore X

Invece gli investimenti determinano il fattore X: sulla base di un tasso di remunerazione pari al 7,18% attraverso la predisposizione di piani di convalida economica per ogni singolo investimento utilizzando il metodo dell’attualizzazione dei flussi di cassa. Gli investimenti in manutenzione, 100.000 euro al chilometro, 5 volte superiori a quelli realizzati dall’Anas, spiega il corriere.it. Ma risultano inferiori al programma iniziale di circa il 70%, hanno rivelato Anac (Autorità nazionale anticorruzione) e ministero dei Trasporti. Però quella stima comprende opere preventivate nel 2007 e non ancora realizzate come la gronda di Genova e gli allacciamenti sulla A7-A10-A12, e mai partiti per i ritardi delle istituzioni. Per il sole24ore. com, nell’arco di periodo della concessione rinnovata 2013-2038 gli investimenti previsti ammontano a 10.340,9 milioni mentre per le manutenzioni ordinarie sono previsti 7.531,5 milioni di lavori. Gli apporti di capitale previsti nel periodo sono pari a zero, mentre i contributi in conto capitale ammontano a 131 milioni. Morale: nella convenzione fra Autostrade per l’Italia e Stato, ci sono rendimenti del 10,21% e manutenzioni per 7,5 miliardi di euro.

La reazione di Toninelli

Il ministro dei Trasporti, Danilo Toninelli, commenta polemicamente: "Ecco gli effetti dell'azione politica del Governo del cambiamento. Dopo quasi 20 anni dalla privatizzazione, dopo 20 anni di segreti e di omissis, Autostrade per l'Italia dice improvvisamente di voler fare trasparenza cercando di far apparire il proprio gesto come spontaneo e dettato da un autonomo desiderio di venire incontro all'interesse pubblico". E comunque, aggiunge, nelle prossime ore saranno pubblicati online sul sito del ministero tutti gli atti delle altre convenzioni sulle concessioni autostradali, in modo da dare davvero “trasparenza all'opinione pubblica sui numeri grazie ai quali i padroni delle autostrade si sono arricchiti gestendo beni che appartengono a tutti noi". Nel mirino del ministro ci sono tutti i gestori, non solo Autostrade per l’Italia: "Il capitale investito dalla maggior parte delle concessionarie era già stato ampiamente ammortizzato e remunerato, tra la metà e la fine degli anni '90. Pertanto, le tariffe avrebbero quantomeno potuto essere drasticamente ridotte di una montagna di extraprofitti". Tutto questo “a discapito dei cittadini che hanno visto e vedono di volta in volta aumentare il costo dei pedaggi. Il Governo farà di tutto per rivedere integralmente il sistema delle concessioni, valutando di volta in volta l'interesse pubblico”.

Di Maio all’attacco

Ancora più duro il vicepremier Luigi Di Maio, che con la questione concessioni ha politicamente e mediaticamente rubato la scena all’altro vicepremier, Matteo Salvini: “Trasparenza fuori tempo massimo, l’unica soluzione è la nazionalizzazione. Di loro non ci si può fidare. Quella della nazionalizzazione è anche una sfida: vogliamo dimostrare che con onestà, trasparenza e competenza lo Stato può garantire ai cittadini ciò che gli spetta di diritto. La rete autostradale è stata infatti pagata dai nostri genitori e dai nostri nonni”. Ma chi rifarà il ponte? “Se a questa società stiamo per togliere le concessioni, figurarsi se le faremo ricostruire il ponte. Loro possono, anzi devono metterci i soldi. È il minimo che possono fare dopo quello che è successo. A rifare il ponte dovrà essere per me un’azienda di Stato. Fincantieri è un’eccellenza mondiale, possono realizzare il ponte in meno di un anno e lo faranno nel cantiere di Genova”. A questo punto è lecito attendersi una controreplica di Autostrade per l’Italia.

Contributi a commercianti e artigiani

Intanto, la stessa Autostrade per l’Italia comunica che si farà carico anche delle esigenze economiche di commercianti, artigiani e imprenditori colpiti dalla tragedia di Genova che hanno le loro attività all'interno della Zona Rossa, in parallelo rispetto agli interventi a favore delle famiglie che hanno dovuto abbandonare la propria abitazione in seguito al crollo del ponte Morandi. Occorre rivolgersi ai due Punti di contatto allestiti a Genova presso il Centro Civico del Buranello e presso la Scuola Caffaro (in collaborazione con il Comune di Genova e la Regione Liguria). Con richieste dettagliate che certifichino i danni a causa delle conseguenze del crollo del viadotto. Le richieste potranno essere inviate anche via mail all'indirizzo autostradepergenova@autostrade.it.