Grande crescita per il Marchio controllato dalla Investindustrial di Andrea Bonomi

Neppure la tanto temuta Brexit fa paura. “Se c'è una tassa in Europa, è controbilanciata da una tassa nel Regno Unito per i nostri concorrenti, quindi possiamo perdere un po' di quota di mercato in UE ma guadagnare nel Regno Unito”, ha detto Andy Palmer, amministratore delegato. Insomma, nemmeno l'uscita della Gran Bretagna dal Vecchio Continente ferma la corsa dell'Aston Martin, controllata dalla Investindustrial di Andrea Bonomi. Il prossimo passo? L'entrata in Borsa.

Rilancio in grande stile

Secondo quanto affermano i beninformati, la Casa produttrice dei capolavori guidati da James Bond, l'agente segreto 007, avrebbe già avviato le trattative con le banche per entrare ufficialmente nella London Stock Exchange, la Borsa di Londra. Grazie, prima di tutto, ai nuovi soci, che hanno contribuito a rilanciare il Marchio. Ma anche al lavoro di risanamento di Palmer e alla gamma, aiutata dall'ultimo gioiello DB11 e dalla recentemente rinnovata Vantage

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Futuro sereno

Le cose, a Gaydon, vanno a gonfie vele, tanto che è stata aperta una nuova fabbrica a St. Athan, in Galles. Forti del fatto che i conti, nel 2017, hanno segnato un utile pari a 87 milioni di sterline – niente a che vedere con la perdita di 163 milioni registrata nel 2016 – quelli di Aston si sono (a ragione) montati la testa. Tanto più se si considera che, l'anno scorso, da Gaydon sono uscite ben 5.117 auto, cioè il 58% in più rispetto alle 3.229 del 2016. Altro che Brexit...

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