Costruita dentro una vecchia base RAF, è già “abitata” da 400 fra ingegneri e tecnici

Dev'essere un tipo tosto, Sir James Dyson. Uno che, dopo essere arrivato sul tetto del mondo con gli elettrodomestici – tutto partì negli Anni '80, quando realizzò nel garage di casa sua oltre 5.000 prototipi prima di arrivare ad un aspirapolvere senza sacchetto che fosse ok per lui – ha deciso di buttarsi a capofitto nel rarefatto business dell'auto elettrica.

Un R&D per l'auto elettrica

Per raggiungere il risultato, come al suo solito, ha deciso di fare le cose per bene: il baronetto inglese ha infatti appena annunciato di aver acquistato una vecchia base della RAF (l'Inghilterra ne è piena) a Hullavington, una piccola città nel centro-sud del Paese: si tratta di una pista di decollo e due vecchi hangar ancora in piedi, dove Dyson creerà il reparto ricerca e sviluppo della sua auto elettrica. Potete vederlo nel video in fondo all'articolo. Non solo: il nastro d'asfalto tortuoso in costruzione è un circuito – tratto ad alta velocità compreso – dove verranno affinate le caratteristiche dinamiche del nuovo mezzo. 

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Grandi investimenti

Un progetto che definire ambizioso è quasi un eufemismo, se si pensa che il coriaceo 71enne Dyson dovrà mettere in campo qualcosa come 2,78 miliardi di euro, dei quali oltre 220 milioni solo per la costruzione del centro di progettazione di Hullavington. Dove lavorano già 400 persone e se ne aggiungeranno, nel prossimo futuro, altre diverse centinaia. Quasi esclusivamente ingegneri, ovviamente vincolati da opportuni obblighi di riservatezza. In futuro, Hullavington diventerà una sorta di parco tematico sull'auto elettrica, con ristorante e centro sportivo. 

Stato solido

Il risultato finale, un'auto elettrica che lo stesso Dyson ha definito “piuttosto radicale”, sarà pronta per il 2021. Un mezzo curato e premium, che probabilmente potranno permettersi in pochi. Anche se i maligni sostengono che, allo stato attuale delle cose, non esista nemmeno un prototipo marciante, c'è da ricordare che Sir James può contare su un grande vantaggio rispetto ai principali concorrenti: Dyson ha infatti acquisito nel 2015 Sakti3, un’azienda americana specializzata nello sviluppo di batterie allo stato solido, più sicure e affidabili di quelle agli ioni di litio.

Un percorso lungo

Un vantaggio che lo porrebbe “avanti” anche rispetto a Tesla, così come la volontà, annunciata dallo stesso Dyson, di voler costruire tutti i componenti principali dell'auto all'interno della sua azienda, liberandosi dalla “dipendenza” dai fornitori esterni, che hanno creato non pochi problemi al “sogno” di Elon Musk. La strada, insomma, è tutt'altro che in discesa. Ma Sir James non sembra certo il tipo da arrendersi lungo il percorso.

Fotogallery: Dyson, come sarà l'auto elettrica con batterie allo stato solido