Il presidente americano si oppone all'idea di annullare le tariffe sulle vetture importate

Fronte dazi auto: lo scrivevamo il 20 luglio scorso che la guerra commerciale USA-Unione Europea avrebbe riservato numerosi colpi di scena. Resta infatti alta la tensione, col presidente americano Donald Trump che ha appena respinto la proposta UE di azzerare le tariffe sulle vetture. Minacciando di nuovo imposte del 25% sulle macchine e sui componenti che gli USA importano dal Vecchio Continente. Lo ha detto in un comizio in West Virginia, secondo quanto riporta la Cnbc online.

Qual è la ragione

Ma perché, almeno pubblicamente, Trump si oppone all’idea UE? Perché gli europei “sono abituati a comprare le loro auto, non le nostre”. Pertanto, l’annullamento dei dazi favorirebbe l’Europa, mentre sarebbe di scarso aiuto per l’America, le sue aziende e i suoi lavoratori. Nel mirino dell’inquilino della Casa Bianca ci sono i colossi automobilistici europei, ma in particolar modo quelli tedeschi, protetti, a suo dire, dalla cancelliera Angela Merkel. Che negli scorsi mesi ha cercato di contrattare più volte con il presidente USA, uscendone sempre sconfitta.

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Tempi lunghi

Tutto ruota attorno a un’inchiesta interna agli States. Se emergerà che le auto importate sono una minaccia per gli Stati Uniti, scatteranno i dazi. Il ministro del Commercio USA, Wilbur Ross, in un’intervista al Wall Street Journal ha spiegato che la controversa indagine slitta: “Non è certo se l'analisi sarà resa nota entro la fine del mese”. L’inchiesta, con esito positivo, che aveva preceduto altri dazi era stata più rapida.

“Siete cattivi quasi come la Cina”

Utilizzando schemi linguistici analoghi a quelli da stadio di calcio, in un’intervista a Bloomberg, il tycoon si spinge anche oltre: “Sul fronte commerciale, l’UE è quasi cattiva quanto la Cina, solo che è più piccola”. A poco o nulla sono valsi quindi i toni più distensivi usati solo poche ore prima dalla commissaria al commercio dell’Unione Europea, Cecilia Malmstroem, secondo cui i colloqui fra Washington e Bruxelles proseguono per “esplorare le possibilità di un accordo commerciale sui beni industriali, per cui l’Ue è pronta ad andare a zero dazi se anche gli Usa lo sono”. Così, Trump combatte in parallelo la sua guerra commerciale contro il Paese del Dragone: contro Pechino sarebbe pronto ad annunciare dazi su 200 miliardi di dollari di prodotti Made in China. The Donald alzerebbe quindi l’asticella, visto che di recente gli USA hanno stabilito dazi su 50 miliardi di beni, con Pechino che ha risposto con tariffe identiche, all’insegna di un neoprotezionismo sempre più duro.