Quasi il 10% di crescita: un dato influenzato però dallo smaltimento di stock “pre-WLTP”. Più 6,2% per le auto a gasolio

Un dato così incoraggiante non si vedeva da tempo: il mercato dell’auto in Italia cresce, ad agosto, del 9,46%, grazie a 91.551 immatricolazioni. Il tutto, nonostante il giorno lavorativo in meno rispetto allo stesso mese del 2017. Tuttavia, gli operatori del settore non sono così entusiasti, soprattutto in prospettiva. Ecco perché, dopo un’analisi dei numeri di mercato.

Diesel duro a “morire”

Tutti a pronosticare quando (e non se) il diesel finirà la sua corsa, e lui, il motore ad accensione spontanea, risponde con un netto +6,2% ad agosto, per un 53,7% di quota nei primi 8 mesi del 2018. In realtà, analizzando meglio i dati, si vede che questo motore è sostenuto dalle società (il cui ricambio del parco circolante è più frequente), mentre i privati si stanno spostando velocemente verso i benzina (+25%). Quanto alle fasce di mercato, tirano gli estremi: i segmenti B e C (quello della Renault Clio e della VW Golf, per intenderci) fanno registrare rispettivamente +12,8 e +20,9%) e l’alto di gamma addirittura +60,3%. A proposito della Clio, si tratta dell’auto più venduta in assoluto ad agosto, più anche della Fiat Panda al secondo posto. La vera sorpresa è però il terzo posto della Jeep Compass, auto dal prezzo decisamente “alto”, rispetto a quello delle auto che popolano abitualmente la zona alta della classifica italiana.

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Smaltimento scorte

Avrete sicuramente sentito parlare del nuovo ciclo di omologazione WLTP (e dello standard RDE): dal 1° settembre è entrato in vigore e questo ha portato le reti di vendita ad accelerare lo smaltimento delle auto omologate secondo i vecchi criteri. Si spiega - soprattutto - così la vera e propria impennata di immatricolazioni di agosto (in Francia, per lo stesso motivo, agosto ha fatto segnare un +40%). Nei primi 8 mesi dell’anno, invece, la situazione è di sostanziale stabilità: 1.365.947 unità nel 2018, 1.366.881 nel 2017 (-0,07%).

Paura per l’aumento dell’IVA

Al di là delle situazioni contingenti, l’Unione Nazionale Rappresentanti Autoveicoli Esteri esprime preoccupazione in prospettiva. Ecco il pensiero del Presidente dell’UNRAE Michele Crisci: “L’incremento dell’IVA potrebbe indurre una stagnazione dei consumi nel nostro Paese, con effetti sulla situazione macroeconomica generale. Nel solo settore automobilistico, un aumento dell’aliquota IVA di questa portata, costringerebbe i consumatori a spendere circa 400 euro in più nel 2019 per l’acquisto della propria vettura, disincentivando chiaramente gli acquisti e, quindi, decelerando ulteriormente il necessario processo di rinnovo di un parco circolante molto anziano”.