Per il procuratore di Genova sono sotto accusa 20 persone e la società Autostrade per l’Italia

Sono 20 gli indagati per il crollo del ponte Morandi di Genova del 14 agosto che ha causato 43 morti. C'è anche Autostrade per l'Italia per responsabilità dell'ente. Le accuse contestate sono disastro colposo, omicidio colposo stradale plurimo e omicidio colposo aggravato dalle violazioni delle norme anti-infortunistiche. La parola chiave è colposo: senza dolo, senza volontarietà; ma per imperizia. Entra in gioco anche l’omicidio stradale; Motor1.com l’aveva annunciato già 2 anni fa che questo nuovo reato (introdotto a marzo 2016) riguardava anche i gestori delle strade: vei qui. Non c’è invece l'attentato alla sicurezza dei trasporti. Comunque, il procuratore capo, Francesco Cozzi, non ha escluso che la lista degli indagati si allunghi.

I nomi

Fra gli indagati Autostrade per l'Italia, la concessionaria che gestiva il tratto. Più 8 dirigenti di Autostrade: l’amministratore delegato Giovanni Castellucci, il direttore del Primo Tronco di Genova Stefano Marigliani e i suoi sottoposti Paolo Strazzullo e Riccardo Rigacci; il direttore centrale Operation Paolo Berti, Michele Donferri (direttore delle Manutenzioni), Mario Bergamo (l’ex direttore delle manutenzioni di Autostrade che per primo nel 2015 ritenne necessario l’intervento sul Morandi) e Massimo Meliani (responsabili ponti e gallerie). Sotto indagine i vertici dell’Unità di vigilanza del ministero dei Trasporti: il direttore generale Vincenzo Cinelli e il suo predecessore Mauro Coletta; Bruno Santoro, capo Divisione tecnico-operativa della rete autostradale. Indagato anche Antonio Brencich, professore di ingegneria che 10 anni fa criticò l'idea progettuale di Morandi (secondo lui, gli stralli erano una soluzione superata e che comportava problemi di manutenzione): ma allora perché è sotto la lente dei giudici? Per la sua partecipazione al Comitato tecnico amministrativo del Provveditorato che dovette valutare il progetto di rinforzo degli stralli. E diede l’ok. “Diedi un parere positivo - si difende Brencich - perché non rilevammo urgenza o pericoli nelle carte che ci vennero consegnate". Indagati anche l'altro membro esterno del Comitato del Provveditorato, l'ingegner Mario Servetto, e gli ingegneri Emanuele De Angelis e Massimiliano Giacobbi di Spea, nonché Fulvio Di Taddeo di Autostrade. Più Roberto Ferrazza, Salvatore Bonaccorso e Carmine Sisca: membri del Comitato tecnico che diede parere positivo al progetto di rinforzo.

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Nazionalizzazione delle autostrade: si vedrà

Il premier Giuseppe Conte garantisce: "Non faremo sconti a un concessionario dopo una simile tragedia. Non posso dire oggi che si va verso la nazionalizzazione. A noi interessa tutelare a pieno il patrimonio dello Stato e avere massime garanzie di tutela di incolumità dei cittadini. Se questo avverrà attraverso la nazionalizzazione o una nuova gara con condizioni contrattuali diverse lo vedremo". Niente a che vedere con le posizioni estreme del vicepremier Luigi Di Maio: questi punta alla revoca della concessione, e in tempi rapidi. Il Governatore della Liguria, Giovanni Toti, evidenzia di non aver chiesto all’Esecutivo giallo-verde (M5S e Lega) di revocare la concessione: "Credo sia giusto rivedere il sistema delle concessioni e che se ne discuta in Parlamento”, purché “tutto questo non rallenti la ricostruzione di Genova".

Fotogallery: Il crollo del Ponte Morandi nelle immagini dei Vigili del Fuoco