Il numero uno, eletto venerdì, sta lavorando per definire i suoi collaboratori e risolvere le questioni più urgenti

È stata una formalità la nomina venerdì 7 settembre di Mike Manley a numero uno della FCA, l'azienda di cui ha assunto la guida dopo la scomparsa di Sergio Marchionne. L'ex capo della Jeep era stato indicato per la successione di Marchionne dai vertici della Exor, la finanziaria principale azionista della FCA (possiede il 29,81% delle sue quote), ma fino a venerdì la sua candidatura non aveva ancora trovato i voti degli azionisti. Il via libera alla sua elezione è arrivato senza colpi di scena, perché Manley è stato eletto nuovo amministratore delegato con il 99,58% dei voti. Per Manley ora viene il difficile: entro fine mese dovrà presentare la sua squadra di collaboratori e far partire il rinnovamento dell'azienda.

Chi a capo della Jeep?

John Elkann, numero uno della Exor, ha annunciato nel corso dell'assemblea che Manley definirà entro fine settembre la nuova organizzazione della FCA, un tema su cui l'amministratore delegato è al lavoro già da diverse settimane, considerando l'importanza di alcune questioni “spinose” che dovrà risolvere al più presto: il manager dovrà nominare fin da subito il nuovo capo dei marchi Jeep e Ram (fra i più redditizi per l'azienda), avrà il compito di indicare il successore di Alfredo Altavilla a capo della FCA per l'Europa e decidere cosa fare della Magneti Marelli, la società del gruppo che si occupa della componentistica in “odore” di cessione. Per il manager si attendono quindi settimane ricche di lavoro, senza contare che dovrà poi mettere in pratica il piano di rilancio definito l'1 giugno da Marchionne.

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Il walzer è già iniziato

Il successore di Altavilla e il nuovo capo della Jeep sono fra le nomine più importanti che Manley dovrà definire nelle prossime settimane. Il “walzer” delle poltrone però è già iniziato, tanto è vero che dagli scorsi giorni la Fiat ha un nuovo responsabile del marketing per l'area di Europa, Africa e Medio Oriente: è Cristiano Fiorio, un manager considerato molto vicino a Manley, che passa al marchio torinese dopo aver occupato la stessa posizione alla Jeep. Il passaggio di Fiorio dalla Jeep alla Fiat (e tutte le altre che seguiranno) fa capire quanto sia complessa la riorganizzazione di una società alla nomina di un nuovo amministratore delegato, che comprensibilmente vuole circondarsi di persone su cui ripone la fiducia.