E' una promessa fatta dalla Lega per la prossima manovra. Ecco quali sono le accise sui carburanti che paghiamo ogni giorno

L’annuncio arriva da Massimo Bitonci, sottosegretario all’Economia dell’Esecutivo giallo-verde: in arrivo i primi tagli sulle vecchie accise del carburante. Una promessa fatta da chi è in un gruppo ristretto della Lega incaricato di scrivere il pacchetto fiscale per la prossima manovra. Tutto, dice Bitonci, in sintonia col numero uno della Lega e vicepremier, Matteo Salvini. Che, in campagna elettorale, aveva più volte accennato alla possibilità di eliminare le tasse su benzina e gasolio più datate. Non si sa le accise di quanto saranno tagliate? “Stiamo ancora facendo i conteggi. Sarà un primo segnale”.

Le voci anacronistiche

Nel contratto del Governo del cambiamento si fa riferimento alle voci anacronistiche: valgono, secondo i calcoli delle associazioni dei consumatori, fino a 20 centesimi al litro. Potrebbero rientrare nella categoria quelle relative ai finanziamenti di conflitti dello scorso secolo o alla ricostruzione dopo calamità naturali come, per esempio, la Guerra in Abissinia e in Bosnia o l’alluvione di Firenze e i terremoti di Belice e Friuli o Irpinia, tanto per rimanere nel ‘900.

Addio a un incasso certo?

Stando a Bitonci, nella manovra, “ci sarà una misura sulle aliquote Irpef per il 2019, e anche una riduzione delle accise sulla benzina. Poi per il 2020-2021, Salvini ci ha chiesto di preparare una flat tax. Ovviamente, quando si parla di sforbiciate alle tasse, il primo pensiero va al deficit del Paese: come fa una nazione in difficoltà come l’Italia a eliminare entrate certe come le accise? L’accisa sui prodotti energetici, loro derivati e prodotti analoghi ha garantito allo Stato nel 2017 un incasso di 25,7 miliardi di euro. Più IVA: l’imposta che si paga in più. Soldi che entrano sempre e comunque nelle casse dello Stato: non può esserci evasione. Non ci sono distinzioni fra chi ha redditi alti e bassi.

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Chissà cosa ne pensa Bruxelles

“Noi - sostiene il sottosegretario all’Economia - dobbiamo stare dentro la quota parte di bilancio riservata alle misure della Lega. Lo spazio è quello che resta dopo la sterilizzazione dell’IVA, del finanziamento delle spese indifferibili e del maggior costo per gli interessi sul debito”. I 10 miliardi necessari a finanziare il pacchetto di M5S e Lega sarebbero pertanto all’interno degli spazi di bilancio che verranno concessi dalla Commissione europea. Quindi, per ora l’IVA non sale e ci sarebbero margini per alleggerire il peso fiscale a carico degli automobilisti. Sempreché Bruxelles non abbia nulla in contrario e conceda la flessibilità necessaria al Governo. “Germania e Francia questa flessibilità l’hanno già utilizzata. All’Italia non può essere negato di portare avanti delle politiche di sviluppo”.

Tutte le accise

1,90 lire (0,000981 euro) per il finanziamento della guerra d'Etiopia del 1935-1936;

14 lire (0,00723 euro) per il finanziamento della crisi di Suez del 1956;

10 lire (0,00516 euro) per la ricostruzione dopo il disastro del Vajont del 1963;

10 lire (0,00516 euro) per la ricostruzione dopo l'alluvione di Firenze del 1966;

10 lire (0,00516 euro) per la ricostruzione dopo il terremoto del Belice del 1968;

99 lire (0,0511 euro) per la ricostruzione dopo il terremoto del Friuli del 1976;

75 lire (0,0387 euro) per la ricostruzione dopo il terremoto dell'Irpinia del 1980;

205 lire (0,106 euro) per il finanziamento della guerra del Libano del 1983;

22 lire (0,0114 euro) per il finanziamento della missione in Bosnia del 1996;

0,02 euro per il rinnovo del contratto degli autoferrotranvieri del 2004;

0,005 euro per l'acquisto di autobus ecologici nel 2005;

0,0051 euro per far fronte al terremoto dell'Aquila del 2009;

da 0,0071 a 0,0055 euro per il finanziamento alla cultura nel 2011;

0,04 euro per far fronte all'arrivo di immigrati dopo la crisi libica del 2011;

0,0089 euro per far fronte all'alluvione che ha colpito la Liguria e la Toscana nel novembre 2011;

0,082 euro (0,113 sul diesel) per il decreto "Salva Italia" nel dicembre 2011;

0,02 euro per far fronte ai terremoti dell'Emilia del 2012.