Possibile arrivo in borsa del super gruppo con Bentley, Bugatti, Lamborghini e Porsche

Far confluire sotto lo stesso “ombrello” i marchi Bentley, Bugatti, Lamborghini e Porsche è una prospettiva che rischia di mandare in fibrillazione milioni di appassionati in tutto il mondo. Uno scenario di questo genere è molto allettante anche per gli esperti di finanza, se è vero che un colosso simile è stato valutato circa 120 miliardi di euro da un analista di Bloomberg Intelligence e potrebbe far aumentare sensibilmente le risorse disponibili per il gruppo Volkswagen, che non a caso starebbe pensando di raggruppare tutti i suoi marchi di lusso e quotarli in borsa. L'indiscrezione è arrivata da Frank Witter, responsabile finanziario del gruppo, che non ha negato la possibilità di quotare la super-divisione con i quattro marchi sportivi.

Risorse da sfruttare

Witter ha spiegato che un'idea di questo tipo non va esclusa a priori, stando a quanto riportato dal sito internet Autonews, ma al momento non rientra fra le priorità. È noto però che il gruppo tedesco non guadagna come vorrebbe: nel 2017 ha registrato un utile netto pari a 11,4 miliardi di euro, contro i 19,3 miliardi di euro incassati dalla Toyota. Il Gruppo di conseguenza ha in mente di far crescere le sinergie fra i diversi marchi e di puntare su operazioni di borsa che, per citare Witter, dovranno liberare il potenziale ancora inespresso dalla Volkswagen: la prima mossa è quotare in borsa i produttori di camion Man e Scania, stando alle anticipazioni, ma in futuro i manager potrebbero anche decidere di puntare al “bottino” grosso facendo lo stesso con Bentley, Bugatti, Lamborghini e Porsche.

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Dodici marchi, quattro divisioni

Il gruppo tedesco ha già messo le basi per un'operazione di questo genere, visto che ad aprile 2018 ha varato una riorganizzazione delle sue attività creando quattro divisioni: una per le auto di “massa” (Seat, Skoda, Volkswagen), i furgoni e la mobilità del futuro; una per le auto premium (Audi); una per il super-lusso (Bentley, Bugatti, Lamborghini, Porsche) e una per i tir. Quotare in borsa “parti” di un gruppo automobilistico fa parte della normalità, come dimostrano gli esempi di FCA con Ferrari e di Volvo con la sua divisione per i tir, ma è raro che le cifre in gioco abbiano questo ordine di grandezza. Con i soldi incassati il gruppo Volkswagen potrebbe investire sulle auto a batterie e le tecnologie di guida autonoma.