La società concessionaria chiarisce alcuni punti fondamentali

La posizione del Governo è chiara: il ponte Morandi lo ricostruirà Fincantieri, a spese di Autostrade per l’Italia. Secondo l’Esecutivo, che sta per emanare un decreto specifico, la società non avrebbe eseguito le necessarie opere di manutenzione per sanare il viadotto. Ecco perché la concessionaria ha voluto subito precisare alcuni punti essenziali della questione: anzitutto, le cause del crollo del viadotto non sono ancora note, mentre è certo che “i giorni-cantiere sul Ponte Morandi dal 2015 al 2018 sono stati ben 926, pari a una media settimanale di 5 giorni-cantiere su 7 giorni”. La prova? “Il principale quotidiano della città aveva definito il Polcevera ‘il ponte dei lavori infiniti’”. E sull'intera rete, dal 2000 al 2017, la società “ha speso in manutenzione 5,141 miliardi di euro, più degli impegni previsti dalla concessione, come desumibile dalle informazioni in possesso del ministero dei Trasporti”.

I diritti di Autostrade

Ma il gestore va oltre. A parlare al Messaggero è Fabio Cerchiai, presidente di Edizione e Atlantia, la catena di controllo che porta ad Autostrade. La premessa è semplice: è in arrivo il decreto di inibizione, con la revoca della concessione. Qual è la posizione della società? “Circolano molte ipotesi sui contenuti di quel decreto e il Governo ha tutto il diritto di assumere decisioni. Sempre naturalmente che ciò avvenga nel rispetto dei diritti e dei doveri sanciti nel contratto di concessione e delle norme vigenti”. E “il premier Conte ha precisato che le eventuali decisioni sull'argomento non dovranno esporre il Governo a rischi rilevanti”. In parole povere: se l’Esecutivo M5s-Lega toglie la concessione ad Autostrade, questa ha diritto a incassare una penale (si parla di 20 miliardi di euro). Insomma, un monito di Autostrade al Governo: non c'è una vera e propria polemica, per ora.

Leggi anche

La questione lavoratori

Cerchiai evidenzia che “noi agiamo anche nell'interesse di circa 31.000 lavoratori e 55.000 azionisti, piccoli e grandi, italiani e stranieri. Ma per noi oggi la prima preoccupazione è quella di alleviare la sofferenza dell'intera comunità genovese”. In più, “cambiare per decreto regole sulle quali i grandi investitori internazionali fanno affidamento per i loro investimenti, aprirebbe un capitolo pericoloso sul piano della credibilità del Paese. Chiunque può comprendere che non è solo un problema che riguarda Autostrade”. In quanto a Fincantieri, dice il presidente di Edizione e Atlantia, “siamo aperti ad ogni contributo che possa aiutare a ricostruire il ponte prima e meglio. Fincantieri è benvenuta”.

Ma il ponte Morandi era a rischio o no?

Del ponte Morandi, dice Cerchiai, “si sono occupati in tanti: le strutture tecniche di Autostrade, i progettisti di Spea, una serie di consulenti esterni di livello internazionale, le strutture del ministero. Da nessuno di loro è stata mai evidenziata una situazione di urgenza. Del resto, la riprova della nostra attenzione alla sicurezza sta nell'aver ridotto del 75% le morti su strada e di oltre il 50% gli incidenti nei 18 anni di gestione della società”.

Gallery: Il crollo del Ponte Morandi nelle immagini dei Vigili del Fuoco