La prima elettrica degli Anelli è un SUV lungo 4,9 metri

Anno 2018. Siete a capo di una Casa auto e dovete scegliere che stile dare alla vostra prima auto elettrica. Cosa fate? Osate con uno stile particolarmente azzardato oppure andate sul sicuro, scegliendo ciò che va più di moda? Se avete scelto la seconda opzione allora avete lo stesso modo di pensare degli uomini di Ingolstadt, reduci dalla presentazione dell’Audi e-tron, la prima elettrica della Casa tedesca. Un SUV, come SUV sono le sue principali concorrenti, dalla Tesla Model X alla Mercedes EQC passando per la Jaguar i-Pace. D’altra parte se gli automobilisti vogliono l’assetto rialzato, le Case non possono non tenerne conto.

Rivoluzione silenziosa

Niente fronzoli dunque per il modello che del grande passo, quello che traghetta Audi nel mondo delle auto 100% elettriche, ma uno stile riconoscibile fin da subito su di un abito da SUV lungo 4,9 metri, largo 1,93, alto 1,61 e con passo di 2,92. Misure che portano l’e-tron subito sotto l’Audi Q7, a livello di un’altra nuova nata di Inoolstadt: la Q8. Dal SUV/coupé (e dalle sorelle A8 e A7) la e-tron riprende il posteriore attraversato da una sottile linea led che unisce le luci, mentre l’anteriore è dominato dalla classica calandra single frame, senza però che ci sia alcuna presa d’aria. D’altra parte sotto il cofano non c’è un motore da raffreddare. Sono invece nuove le luci anteriori, ancora più strette e con una piccola protuberanza nella parte bassa, dove ci sono 4 sottili linee luminose. Son nuovi anche gli specchietti retrovisori, o meglio ciò che c’è al loro posto. Addio infatti a gusci in plastica e specchi e benvenute a 2 telecamere ad alta definizione, le cui immagini riprese vengono proiettate su altrettanti monitor interni. Così l’effetto wow è assicurato e il cx ne guadagna: 0,29. Ma ciò che davvero è diverso da tutte le altre Audi non si vede e non si sente.

Audi e-tron

Due per quattro

Non si sentono come rumore ma sicuramente sanno dire la loro quando si tratta di muoversi i 2 motori elettrici sistemati uno all’anteriore e uno al posteriore dell’Audi e-tron, per un totale di 360 CV che diventano 408 con la funzione di overboost. Ad accompagnarli ci sono 660 Nm di coppia che, come su tutte le elettriche, sono disponibili fin da subito. Così il SUV elettrico tedesco passa da 0 a 100 km/h in meno di 6” e tocca i 200 km/h di velocità massima, limitati elettronicamente. Ma soprattutto può percorrere più di 400 km con una sola ricarica. Il merito è del pacco batterie agli ioni di litio da 95 kWh sistemato interamente sotto il pianale, così da non rubare spazio in abitacolo e abbassare il baricentro, assicurando una stabilità da berlina. I 2 motori elettrici assicurano poi la presenza della trazione integrale senza che sia presente l’albero di trasmissione.

Veloce a caricare

Oltre all’autonomia in un’auto elettrica ciò che conta sono anche i tempi di ricarica e, come ampiamente anticipato nei mesi scorsi, l’Audi e-tron può ricaricarsi dell’80% in circa 30 minuti a patto di collegarsi a una rete di ricarica veloce da 150 kW come quella di Ionity, joint venture nata dalla collaborazione tra Audi, Porsche, Ford, Gruppo BMW e Daimler. I programmi dell’azienda prevedono l’apertura di 200 stazioni di ricarica entro il 2018, per arrivare a 400 per la fine del 2020, distanti l’una dall’altra non più di 120 km. Naturalmente si possono sfruttare normali linee di corrente AC: con il cavo standard da 11 kW ci vogliono 8 ore e mezza per un pieno, tempo che si abbassa se si opta per il cavo opzionale da 22 kW.

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Si guida con un pedale

“One pedal driving” è il termine del futuro: significa guidare utilizzando un solo pedale - quello dell’acceleratore – lasciando che l’azione frenante venga dal freno motore. Sull’Audi e-tron quando la decelerazione è inferiore ai 0,3 g (ovvero il 90% dei casi) i motori elettrici fungono da freno, ricaricando così la batteria fino al 30% della sua capacità. L’intensità della frenata rigenerativa può variare agendo sulle palette al volante, passando da 0 (nulla) a 2 (massima). Nel restante 10% dei casi ci si affida al normale impianto frenante.

Sempre più monitor

All’interno dell’Audi e-tron l’ambiente è quello tipico delle ultime nate dei 4 Anelli, con ancora più spazio – grazie all’assenza dei classici elementi meccanici di un’auto con motore benzina o diesel – e capacità di carico che va da un minimo di 660 (compresi i 60 del pozzetto anteriore) a un massimo di 1.725 litri. Materiali e finiture sono al top e ci sono inserti in arancione, il colore del brand e-tron, sparsi qua e là. La plancia è abitata dai classici 3 monitor a colori – uno per la strumentazione e 2 per infotainment – affiancati per la prima volta da altri 2 schermi sistemati sui pannelli porta, dove vengono mostrate le immagini delle telecamere che prendono il posto degli specchietti retrovisori. Monitor touch che permettono di zoomare e spostare la schermata, così da inquadrare la porzione di strada che si vuole tenere d’occhio.

Audi e-tron

L’origine della specie

L’e-tron è solo un primo passo di Audi nel mondo dell’elettrificazione, cui seguiranno tanti altri modelli con forme diverse. Ci sarà ad esempio la e-tron GT, berlina/coupé in arrivo nel 2020 e sviluppata sulla stessa piattaforma della Porsche Taycan. Arriveranno poi altri 20 modelli elettrificati, le cui vendite – nei piani di Audi – rappresenteranno 1/3 del totale nei prossimi anni.

Fotogallery: Audi e-tron, le prime foto ufficiali