In un mondo ancora legato agli idrocarburi, le fonti rinnovabili stanno giocando un ruolo sempre più rilevante. Soprattutto nei Paesi più sviluppati. In questo scenario globale l'Italia brilla per eolico e solare

Per noi, oggi, è tutto maledettamente semplice. Si preme un interruttore, si gira una manopola, al massimo si inserisce una spina in una presa e tac, come per magia, si ottiene l'effetto sperato. Si accende una lampadina, o la televisione, o un ventilatore, o un computer, o un forno, o il tagliaerba o qualsiasi altro tipo di elettrodomestico, strumento o aggeggio si abbia tra le mani. È tutto naturale, immediato, scontato. Poi “salta la corrente” e lì, al buio, ci sentiamo persi e vulnerabili. La nostra zona di comfort collassa e allora, in quel momento, ci rendiamo conto di quanto ormai si sia dipendenti dall'energia elettrica. Tanto che proprio l'energia elettrica è una delle principali cause di diatribe, minacce e anche guerre tra stati.

Una fonte da inventare

La cosa che stupisce di più è che proprio l'energia elettrica, che tra tutte le energie è forse quella alla quale siamo maggiormente legati, non è un'energia primaria. Cioè, non è presente in natura. Non è reperibile, a differenza del vento, del sole, del calore o delle maree. Bisogna crearla, per averla. E questo è un bel problema. L'uomo si è dovuto ingegnare, per realizzare un sistema di produzione che permettesse di ottenere una quantità d'energia sufficiente a sostenere le proprie attività. Soprattutto negli ultimi decenni, in cui i consumi di elettricità sono aumentati a dismisura. Basti pensare che dalla metà del '900 ad oggi, a livello mondiale, si è passati da un consumo annuo di energia di circa 20.000 TWh (terawattora) a oltre 150.000. Quasi otto volte tanto. Diversi sono i modi con cui si produce tutta questa energia. Si va dai biocombustibili tradizionali, quelli derivanti dalla lavorazione di biomasse come grano, mais o canna da zucchero, per intenderci, che rappresentano il 10% del totale, al carbone (25%) passando per il petrolio (30%) e il gas naturale (25%). A queste quattro fonti di energia si aggiungono altre, il cui contributo è ancora residuale, che sono rappresentate dal nucleare, l'idroelettrico (dighe, salti altimetrici e maree) e dalle fonti rinnovabili come il solare (fotovoltaico e termico) e l'eolico, che tutte insieme partecipano per il residuale 10%.

 

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Tra produttori e consumatori

Come è facile immaginare, il consumo di energia non è omogeneamente distribuito tra tutti gli Stati. Nel mondo si possono individuare zone ad alto consumo energetico e zone in cui il consumo d'energia è ancora relativamente ridotto. Da un'analisi della situazione attuale si scopre che i principali consumatori di energia, oggi, sono anche i principali produttori. Questo perché, chiaramente, ogni stato ha cercato di rendersi il più indipendente possibile nella creazione e nello sfruttamento dell'energia elettrica di cui ha bisogno. Al primo posto tra i consumatori di energia elettrica c'è la Cina, seguita dagli Stati Uniti e dall'India, che sta velocemente recuperando terreno, spinta da un forte processo di industrializzazione e che ha recentemente superato Russia e Giappone. La Cina, però, è anche il primo produttore di energia elettrica da carbone, eolico, fotovoltaico e solare termico. Gli Stati Uniti, secondi in classifica in tutte queste categorie tranne che nel fotovoltaico, in cui la piazza d'onore spetta alla Germania, si trovano in testa nella produzione di energia elettrica da gas naturale, nucleare e geotermico. L'India, invece, fa caso a sé: molto in ritardo sulla produzione di energia (è tra i primi tre solo per l'uso di carbone) è costretta ad acquistare enormi quantità di elettricità dall'estero. Tra i principali produttori di energia si annovera poi l'Arabia Saudita, al primo posto per quanto riguarda il petrolio. Alla Francia va il secondo posto per quanto riguarda il nucleare, mentre al Brasile il secondo posto per quanto riguarda l'idroelettrico. Ottimi risultati ottengono infine Germania e Russia, che hanno diversificato il sistema produttivo. La prima eccelle tra le rinnovabili, soprattutto eolico, fotovoltaico e solare termico. La seconda sfrutta le ingenti riserve di petrolio, gas naturale e si piazza al terzo posto assoluto nella produzione di energia attraverso il nucleare.

 

Energia elettrica, la produzione

L'Italia leader delle rinnovabili

In questo scenario globale, l'Italia che ruolo gioca? Noi consumiamo relativamente poca energia rispetto ad altri Paesi (non siamo nella top ten), ma la nostra dipendenza da altri stati è nota: siamo costretti ad acquistare da altri circa il 15% del nostro fabbisogno energetico e questo si ripercuote negativamente sui costi in bolletta, tra i più alti in Europa. Ma la situazione sta cambiando. In realtà nella seconda metà degli Anni '80 da noi si avviò un ambizioso programma di “decarbonizzazione” che portò alla creazione di un sistema di produzione di energia che sfruttava fonti idroelettriche e  geotermiche e, in minor misura, anche il nucleare. Per una serie di motivi, dall'incidente di Cernobyl in avanti, il nostro sistema di produzione di energia è tornato però piano piano verso i combustibili fossili. Questo fino a una decina di anni fa, quando si è deciso di investire con decisione sulle fonti rinnovabili. Oggi l'Italia può contare su un sistema di produzione abbastanza equilibrato e, per quanto dipenda ancora dall'estero, riesce a creare circa il 45% dell'energia di cui ha bisogno da fonti idroelettrico, geotermico, eolico e solare. Questo ci attesta tra i primi in Europa insieme alla Germania, anche se il restante 55% deriva ancora da fonti legate al gas naturale (40%), carbone (10%) e derivati petroliferi (5%).

 

Energia elettrica, la produzione

L'energia del futuro

E domani? Ci sono dati confortanti. Prima di tutto, dal 2015 in avanti, a livello globale, il consumo di energia elettrica sta crescendo molto meno velocemente dell'insieme delle attività e dei processi che richiedono elettricità. Questo significa che industrie e macchinari sono sempre più efficienti. In secondo luogo, le fonti rinnovabili come l'eolico e il solare stanno aumentando notevolmente i rendimenti, apportando un contributo sempre più rilevante all'interno dell'intero sistema produttivo di energia. La strada per un futuro energicamente “sostenibile” è ancora lunga e piena di insidie, ma la direzione è tracciata e se le economie emergenti proveranno ad adeguarsi ai Paesi più sviluppati in termini di metodi di produzione e consumo di energia elettrica, si potranno ottenere grandi miglioramenti di efficienza e di sfruttamento delle risorse disponibili.

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