I clienti dell’App evway potranno sapere tutto sulle colonnine Enel X e caricare l'auto elettrica

Hai un’auto elettrica e vuoi sapere dove ricaricarla? Fra pochi giorni, sarà ancora più facile. Enel X, la divisione del Gruppo Enel che si occupa di colonnine di ricarica elettrica, fa passi avanti: dopo aver dichiarato di voler installare 14.000 stazioni in Italia entro il 2022, la società dedicata ai prodotti innovativi e alle soluzioni digitali ha siglato un accordo di un certo peso. Con evway by Route220, azienda che offre servizi integrati per i possessori di veicoli elettrici. Da ottobre 2018, la parola chiave sarà “interoperabilità”: delle infrastrutture di Enel X con quelle di evway. I clienti dell’App evway potranno utilizzare le stazioni di ricarica di Enel X installate su tutto il territorio nazionale. E potrà sapere tutto di queste colonnine: localizzazione delle stazioni, potenza disponibile, tipo di presa e modalità di accesso. Quindi, tutto a portata di smartphone.

Progetto di ampio respiro

In generale, il piano di Enel X è ambizioso: prevede la posa di 7.000 colonnine entro il 2020, fino alle 14.000 nel 2022, con un investimento tra i 100 e i 300 milioni di euro (senza aiuti statali). La rete di ricarica? Di due tipi: colonnine Quick (22 kW) nelle aree urbane; Fast (50 kW) e Ultra Fast (da 150 kW a 350 kW) per la ricarica veloce fuori città. La rete di ricarica urbana andrà infatti a completare quella extraurbana finanziata dal progetto EVA+ (Electric Vehicles Arteries) co-finanziato dalla Commissione Europea, che prevede l’installazione, in 3 anni, di 180 punti di ricarica lungo le tratte extraurbane italiane. Ovviamente, Enel X ha siglato altri accordi che prevedono la possibilità per i clienti di ricaricare attraverso infrastrutture di ricarica operate da altri gestori: Hera, Iren, Alperia.

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Ma per ora…

Al di là dei programmi, va detto che in Italia le auto elettriche per ora non decollano. In estrema sintesi, le colonnine sono poche (ed ecco perché il progetto Enel X è così importante), gli incentivi e i vantaggi fiscali sono sostanzialmente nulli a livello nazionale. A questo si aggiunge il prezzo non certo allettante delle vetture a batteria, che non garantiscono un’autonomia tale da attrarre i clienti. Non c’è poi una cabina di regia nazionale per stabilire i vantaggi ai proprietari delle macchine a corrente: ogni Comune fa da sé, col risultato che ci sono bonus a macchia di leopardo, tendenti più a confondere il consumatore. Un po’ quanto accade coi blocchi del traffico invernali in Italia. E siamo anche indietro in fatto di tecnologia V2G (vehicle-to-grid): consente di integrare le elettriche nella rete, per stabilizzarla e per consentire ai proprietari di rivendere energia alle utility. Tramite colonnine bidirezionali. Enel è molto attiva, ma per paradosso in Italia la burocrazia blocca tutto: manca un decreto del ministero dello Sviluppo Economico.