Sì, ma non da uno qualunque. Ecco come scegliere quello giusto

Abbiamo detto diverse volte che l’auto elettrica è al tempo stesso molto simile e molto differente da una tradizionale o per meglio dire, molto simile per certi aspetti e del tutto diversa sotto altri. Quello dell’assistenza e della manutenzione appartiene senza dubbio alla seconda lista, perché se per certi versi “curare” un’auto elettrica è più semplice essendo la meccanica ridotta al minimo, metterci mano in caso di problemi è qualcosa che non si può delegare a qualsiasi officina. Iniziando dagli interventi di soccorso in caso di guasti o semplicemente di vetture rimaste a secco di energia (opzione che ad esempio Nissan include nell’assistenza gratuita per il primo anno come riportato anche sul sito), che richiedono una formazione specifica per sapere come intervenire correttamente.

Ufficiali…

Ancor più che per le auto tradizionali, per le elettriche soprattutto in questa fase di avvio è fondamentale rivolgersi alla rete ufficiale, almeno per le anomalie e i problemi che riguardano più direttamente la parte elettrica, ma non soltanto. Sulle elettriche, come sappiamo, molti componenti funzionano in modo differente dai loro omologhi presenti sui modelli classici, basti pensare alla servoassistenza dei freni piuttosto che al climatizzatore, e richiedono una preparazione specifica che in un primo momento soltanto le Case stesse hanno provveduto a portare avanti man mano che introducevano i primi modelli EV e ibridi. Attenzione però, perché malgrado l’intera rete ufficiale sia formalmente abilitata, le officine più piccole e delocalizzate potrebbero non essere del tutto perfettamente attrezzate e dover comunque delegare alcuni interventi a quelle più grandi oppure necessitare di tempi leggermente più lunghi.

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…o specializzati

Parallelamente, ai primi sintomi di crescita della diffusione alcune reti come Bosch Car Service hanno organizzato già da qualche anno corsi di formazione per consentire ai tecnici delle loro officine di operare su auto ibride ed elettriche rilasciando una certificazione che li qualifica a intervenire sui sistemi elettrici con tensioni anche superiori a 600 Volt in sicurezza. Sembra una banalità ma già solo i colori dei cavi utilizzati nei modelli ibridi ed elettrici sono scelti proprio per permettere ai tecnici di distinguere al volo le connessioni ad alto voltaggio (non è un caso se quelle delle Power Unit sono tutte arancioni) dalle altre o individuare quelle degli organi di servizio secondari che sulle EV soprattutto sono quasi tutti assistiti da servocomandi elettrici.

Fotogallery: L’auto elettrica si può portare dal meccanico?