Il fondo pubblico di investimento dell'Arabia Saudita è pronto ad investire sul progetto fondato da Bernard Tse e Sam Weng

E' la fabbrica dei sogni, quel luogo dove, spesse volte, start up è sinonimo di visione prospettica, occasione e successo. Silicon Valley la chiamano, ed all'interno proliferano realtà come Facebook, Apple, Google, ma anche Samsung o Tesla. E' pur vero che, per un sogno realizzato, posto sotto la luce dei riflettori, ve ne sono molti che - per svariati motivi - non riescono sempre a decollare del tutto. E non importante se e quanto l'idea di base sia geniale: talvolta è una questione di tempo, altre di cammini persi per strada. Talvolta è questione di soldi. Ecco perchè l'annuncio ufficiale di Lucid Motors di una sottoscrizione di accordo di investimento di un miliardo con un fondo pubblico dell'Arabia Saudita, può esser visto come un momento di svolta per la startup di Menlo Park, trasferitasi successivamente a Newark (California) fondata nel 2007 da Bernard Tse e Sam Weng.

Il progetto Air

Già, svolta, perchè le voci di una crisi di liquidità da parte di Lucid, si stavano susseguendo oramai da tempo. E quando si punta a voler diventare l'anti-Tesla, è indubbio che i pilastri economici devono esser piuttosto solidi. Una elettrica, una berlina premium da 900 CV e 480 km di autonomia, con due motori elettrici e una batteria agli ioni di litio da 87 kWh che nei primi prototipi permettono un'accelerazione da 0 a 60 miglia orarie (96,5 km/h) in 2,94 secondi e il quarto di miglio in 11,3 secondi. Una vettura da prima classe con un nome semplice quanto evocativo: Lucid Air. Un progetto stilisticamente figlio di Derek Jenkins, padre della nuova Mazda MX-5, con lo sviluppo invece, coordinato da Peter Rawlison, omologo in Tesla. I dati tecnici giunsero sul finire del 2016, con anche la previsione di vendita di fine 2018 ad un prezzo di partenza di circa 94.000 euro. 

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A nuova Lucid?

Ed invece, proprio un anno fa, giunsero le voci di un prematuro epilogo con echi di difficoltà e di acquisizioni eventuali da parte di Ford. Tutto tace, tutto fuori dalla luce dei riflettori,anche perchè Peter Rawlinson aveva dalla sua un obiettivo profondamente ambizioso, a tratti pindarico. De facto, la fabbrica in Arizona di Lucid ancora non esiste, ed i soldi, dopo la realizzazione del primo prototipo, son venuti a mancare. Difficile poi reperirne nel momento in cui ci si deve confrontare con Tesla. E proprio il Fondo di investimento pubblico dell'Arabia Saudita - che ha già investito nella compagine di Musk - è venuto in soccorso con una prima iniezione 
di denaro definito ufficialmente tramite comunicato: il PIF, il Public Investment Fund stanzierà una prima tranche di 500 milioni di dollari. In seguito, vi saranno altre due manovre "al raggiungimento di obiettivi di produzione".

Fotogallery: Lucid Air, le foto del prototipo ufficiale