I provvedimenti anti-smog colpiscono un milione di auto. Ma la confusione regna sovrana

È una data in un certo senso epocale quella di oggi, lunedì 1 ottobre 2018: scatta il blocco delle auto Diesel più inquinanti in tutta la Pianura Padana. Proprio come Motor1.com aveva anticipato un anno fa. Indicativamente, i vincoli stopperanno più di un milioni di vetture. Le Regioni interessate? Quelle che hanno siglato il “Nuovo accordo per la qualità dell'aria nel bacino padano” d’intesa con il ministero dell'Ambiente: Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto. Mentre il Piemonte ha annunciato uno slittamento dei tempi. Vediamo la situazione per ogni zona.

Regione che vai, blocco che trovi

Lombardia
Stop dalle 7.30 alle 19.30: sempre. Tranne nei festivi. Le diesel bloccate sono le Euro 3 e inferiori. Ossia Euro 2, Euro 1 e le cosiddette pre-Euro oppure Euro 0 (zero). Vengono bloccate anche le auto a benzina fino a Euro 2.

Veneto
Stop dalle 8.30 alle 18.30 da lunedì a venerdì. Blocco dei diesel Euro 3 e inferiori; blocco dei benzina Euro 1 ed Euro 0.
Ci sono deroghe. Può circolare: chi ha un Isee pari o inferiore a 16.700 euro (certificazione da portare in auto per esibirla alle Forze dell’ordine in caso di controllo); chi ha più di 70 anni; chi non può recarsi a lavoro con mezzi pubblici; chi ha veicoli che servono per il tragitto casa-fermata del trasporto pubblico.

Emilia-Romagna
Blocco dalle 8.30 alle 18.30 nei giorni feriali più la prima domenica del mese. Blocco dei benzina Euro 1 e Euro 0; Blocco dei diesel Euro 4 e precedenti (qui la guida per riconoscere le Euro 6). Possono circolare i mezzi car pooling con almeno 3 persone a bordo.

Diesel e inquinamento

Tanta confusione, per 10 motivi

I blocchi anti-smog invernali creano un caos tremendo. Essenzialmente per 10 ragioni.

  1. Sono a macchia di leopardo. Quindi, chi è in regola in una Regione, parte da quella zona, si muove, entra in un’altra Regione ed è a rischio multa.
  2. Le misure antismog non sono uniformi in tutto il vasto territorio interessato e fanno capo, oltre che ai Piani integrati regionali, anche alle amministrazioni comunali delle località con più di 30.000 abitanti.
  3. Molti Comuni non bloccano le auto vecchie, nonostante quelle amministrazioni siano all’interno di Regioni che fanno i blocchi.
  4. Il Piemonte prima aveva detto sì, poi no, ora forse. Se e quando le norme anti-smog arriveranno, saranno differenti da quelle delle altre Regioni, anche perché ci saranno deroghe di altro genere.
  5. L’Unione Europea impone ai Paesi membri di limitare l'esposizione dei cittadini alle polveri sottili (PM10). C’è un tetto della concentrazione annua (40 microgrammi per metro cubo, ossia μg/m3) e di quella giornaliera (50 μg/m3), da non superare più di 35 volte l’anno. Sono anni che i Comuni e le Regioni bloccano le auto senza ottenere risultati concreti. Manca un piano organico, una cabina di regia nazionale. Questo gli automobilisti lo sanno, e anche chi non ha un’auto: tutti i provvedimenti vengono spesso visti di cattivo occhio.
  6. Ci sono città che fanno altri blocchi, i quali vanno a sommarsi ai blocchi della Regione. Prendiamo Milano, che ha pure l’Area C e dal 1° gennaio 2019 l’Area B. Destreggiarsi fra i mille vincoli è difficilissimo per il cittadino. Oppure prendiamo Bologna, che imporrà le domeniche ecologiche. Una soluzione è controllare costantemente i siti web dei singoli Comuni, con la speranza che siano chiari e aggiornati.
  7. Molti Comuni utilizzano una sorta di equivalenza fra un’auto a benzina Euro 0 e una diesel Euro 4 o addirittura 5. Inquinanti e da bloccare. Come se le emissioni inquinanti fossero identiche: tutto opinabile sotto il profilo tecnico. Per non dire di Roma, che ha nel mirino le diesel Euro 6, mentre ci sono Case automobilistiche che puntano su questi motori nuovi e moderni (dopo aver investito milioni) per fare breccia fra i consumatori.
  8. Sarà un disastro per chi ha un’emergenza e può muoversi solo con un diesel vecchio. Pensiamo a parenti di malati o di anziani bisognosi. Dopo la multa del Vigile, il sanzionato dovrà fare ricorso a pagamento (43 euro di tassa). Per liberarsi del verbale: sono 163 euro. Nel caso di reiterazione della violazione nel biennio, scatta la sospensione della patente da 15 a 30 giorni. Ossia: se in 2 anni commetti la stessa infrazione (anche in Comuni diversi), c’è lo stop alla licenza di guida. Per opporsi, c’è un’unica strada, ossia appellarsi all'articolo 54 del Codice penale: "Non è punibile chi ha commesso il fatto per esservi stato costretto dalla necessità di salvare sé o altri dal pericolo attuale di un danno grave alla persona, pericolo da lui non volontariamente causato, né altrimenti evitabile, sempre che il fatto sia proporzionato al pericolo".
  9. Non per tutti è semplicissimo capire che tipo di Euro sia l’auto: il libretto è pieno di sigle. Comunque, secondo noi, la via più breve è questa: la classe ambientale emerge anche dal Portale dell’automobilista (del ministero dei Trasporti). Si va qui, si inserisce la targa e il gioco è fatto.
  10. Pianura Padana a parte, la situazione smog è drammatica anche altrove: vedi Roma o Napoli. Con blocchi e divieti differenti. Pertanto, chi parte da quella città sapendo di poterla attraversare con una certa vettura che ha una determinata alimentazione e categoria ambientale, potrebbe non essere in regola in Emilia-Romagna, esserlo nell’Area C di Milano ma non nell’Area B della stessa città. Un florilegio di vincoli non da Paese civile.