La settima generazione della BMW più venduta di sempre sembra avere le carte in regola per dare seguito a una storia di successo

Parlare di “settebello” sarebbe troppo facile, ma nel caso della settima generazione di BMW Serie 3 è difficile non usare questo termine. Primo, perché va a rinnovare una tradizione lunga oltre 40 anni e, soprattutto, fatta di più di 15 milioni di esemplari venduti. Un’enormità. E poi perché questa macchina è tra le candidate più serie allo scettro (virtuale) di regina del Salone di Parigi 2018.

Riuscita, al di là dei gusti personali

Come sempre, quando si parla di design e più in generale della sfera dei gusti personali, è difficile dare giudizi definitivi. Si possono abbozzare ipotesi e quelle che ruotano attorno alla nuova Serie 3, dopo averci girato attorno (scusate il gioco di parole) è che in BMW non abbiano sbagliato il tiro. Il motivo? I designer sono riusciti a trasferire l’eredità del modello - da sempre votato alla sportività e alla compattezza - su una carrozzeria più lunga che mai, utilizzando peraltro tutti gli elementi stilistici delle ultime BMW.

BMW Serie 3, la vecchia non è da "buttare"

Dentro, lo spazio prima di tutto

All’interno, la plancia è stata completamente ridisegnata, ma a essere onesti non ci sono “fughe in avanti”: il design è sì più moderno rispetto a quello della Serie 3 attuale, ma non stupisce. E forse non voleva nemmeno stupire. Di sicuro, l’aumento del passo e delle carreggiate ha giovato all’abitabilità, in particolar modo sui sedili posteriori, storicamente un po’ “angusti” sia in lunghezza sia in larghezza.

Fotogallery: BMW al Salone di Parigi 2018