Sotto i riflettori modelli iconici, direttamente dal museo di Zuffenhausen

Di fianco alla Porsche Macan 2019 e alla nuova 911 Speedster, le due stelle della Cavallina per il Salone di Parigi 2018, Porsche ha deciso di tirare fuori dal museo quattro mezzi che hanno segnato la storia della Casa. E che oggi vengono battuti all'asta a cifre con 6 zeri. Si tratta di Porsche 959, 911 GT1, Carrera GT e 918 Spyder. Ripercorriamone brevemente la storia.

Porsche 959

Nasce per competere nel Gruppo B dei rally, prima supercar di fatto costruita da Porsche. Le fattezze sono quelle della 911 di allora. Per il debutto Porsche sceglie Jacky Ickx e la Parigi-Dakar del 1985, ma la versione stradale arriva a Francoforte qualche mese dopo. Ne verranno prodotti 292 esemplari dal 1986 al 1988, 92 in più di quelli necessari per l'omologazione. Per contenere il peso, gli ingegneri ricorrono all'alluminio per cofano e portiere, il paraurti anteriore è invece realizzato in poliuretano, mentre kevlar e resina epossidica rinforzata compongono tutto il resto della carrozzeria. Il "flat-six" biturbo sviluppa 450 CV, per 314 km/h di punta, scaricati a terra dalla trazione integrale e, nondimeno, doppi ammortizzatori (regolabili) su ogni ruota.

Porsche 911 GT1

Nata per competere nel campionato FIA GTaveva carrozzeria in kevlar - con cellula centrale che ricordava, nella forma, quella della 911 di serie - e un 6 cilindri portato, grazie a due turbine KKK grosse come meloni, a 544 CV a 7.200 giri, per una punta massima (autolimitata) di 310 km/h. Almeno nella versione stradale: negli esemplari da corsa la potenza superava tranquillamente quota 600 CV. Per permetterle di entrare definitivamente nella leggenda, il Reparto Corse Porsche ne ha prodotte solo sette in configurazione stradale. Quella che vedete nel video appartiene al Museo della Casa.

 

Porsche Carrera GT

Presentata al pubblico nel 2003, la Carrera GT era la prima auto al mondo a vantare supporti degli organi ausiliari e telaio interamente in fibra di carbonioDello stesso materiale era il tettuccio, diviso in due parti e asportabile mentre, in omaggio alla leggendaria 917 da corsa, il pomello del cambio (rigorosamente manuale) era in leggero legno di balsa. Per un peso di appena 1.380 kg in ordine di marcia. A spingere, un V10 - rigorosamente aspirato - da 612 CV a 8.400 giri, montato in posizione centrale. Per prestazioni ultraterrene, con 330 km/h di velocità massima. 

Porsche 918 Spyder

Ispirata alla epica 917, la 918 è mossa da tre motori: un V8 a benzina montato in posizione centrale e due cuori elettrici, uno per ogni asse: in tutto fanno oltre 880 CV, per 345 km/h e un tempo sul giro, al Ring, di 6 minuti e 57 secondi. Prestazione permesse anche dal telaio monoscocca in materiale composito (CRFP), dall’assale posteriore sterzante, l’aerodinamica attiva e il cambio a doppia frizione a sette rapporti. Anche lei, oggi, vale una fortuna.

 

Fotogallery: Porsche al Salone di Parigi 2018