La vettura a batteria come soluzione per l’aria pulita. Ma con possibili effetti collaterali

Venerdì 18 settembre 2015: cosa c’entra questa data con l’auto elettrica? Semplice: quel giorno esplose lo scandalo Dieselgate; la falsificazione delle emissioni di vetture a gasolio vendute in USA ed Europa. Un evento epocale che ha bruscamente accelerato la corsa verso la macchina a batteria. Questa avrebbe comunque rappresentato il futuro, ma col Dieselgate è divenuta protagonista dell’automotive molto più in fretta. Tanto che il Parlamento dell’Unione Europea ora punta forte sui veicoli a corrente: il 3 ottobre i deputati hanno proposto di fissare la riduzione delle emissioni delle nuove auto del 40% entro il 2030, con un obiettivo intermedio del 20% entro il 2025 (anno di riferimento il 2021). I Costruttori le cui emissioni medie di CO2 supereranno questi obiettivi pagheranno un'ammenda. Dovranno garantire che i veicoli a emissioni zero e a basse emissioni - ZLEV (auto elettriche o veicoli che emettono meno di 50 g CO2/km) abbiano una quota di mercato del 35% sulle vendite di nuove auto e furgoni entro il 2030; e del 20% entro il 2025. Ma l’auto elettrica fa discutere, con due partiti a confronto.

Chi è a favore dell’auto elettrica: i 5 sì

1) Ormai è dimostrato che la diffusione di auto elettrificate (elettriche e ibride) riduce le emissioni di CO2 in atmosfera, gas climalterante colpevole dell'effetto serra sulla Terra. Tutte le altre sostanze inquinanti che escono dai tubi di scarico, compresi NOx, SO2, benzene, particolato (cancerogeni e dannosi per l'apparato respiratorio) spariscono. Il tutto si trasferisce nelle centrali di produzione energia elettrica, teoricamente più controllate e controllabili. Fra l'altro, con le fonti rinnovabili è facile creare energia elettrica, mentre è assai più complesso produrre carburanti liquidi o gassosi. Un altro aspetto è la riduzione dell'inquinamento acustico, fattore non essenziale, ma neppure trascurabile. L’ideale è che l’elettricità sia prodotto da fonti rinnovabili, più che da combustibili fossili.

2) A seconda delle Regioni, le elettriche non pagano il bollo (tassa di proprietà regionale) per 5 anni. In seguito, il bollo si riduce del 75% (in Piemonte e Lombardia l’esenzione è totale). Le Rc auto delle elettriche è enormemente meno costosa delle Rc auto normali, per vetture a benzina o diesel. Il motivo? Essenzialmente, la Rca si basa su parametri che penalizzano le macchine con motore termico, avvantaggiando quelle con la batteria. E in generale, i costi di gestione dell’elettrica sono bassi.

3) Siamo solo all’inizio: la diffusione di colonnine pubbliche di ricarica veloce e ultraveloce sarà impetuosa. Allo stesso modo, si moltiplicheranno i veicoli elettrici che possono assorbire 100 kWh e più di corrente continua. Verrà adeguata l'intera rete elettrica, arriveranno le smart grid, i pannelli fotovoltaici, le batterie domestiche che accumulano energia di giorno per offrirla di notte all'auto elettrica. Le wallbox in garage diventeranno la norma. Gli incentivi statali e regionali per l'auto elettrica verranno stanziati in Italia, sull’onda lunga di quelli di molti Paesi europei.

4) Per chi percorre decine di migliaia di km con un’elettrificata low cost, c’è un risparmio economico, specie in città. Si gode della notevole efficienza energetica dei veicoli verdi. L’auto elettrica può essere una buona soluzione per chi ha necessità di spostamenti a breve raggio e molto regolari con un percorso abituale bilanciato. Con l’elettrica si ha accesso libero alle zone a traffico limitato, e i blocchi del traffico non paralizzano le vetture a batteria. In più, per i pochi fortunati che dispongono di ampie risorse, le supercar elettriche sono davvero appaganti: accelerazioni brucianti, silenzio a bordo, autonomia reale per lunghi viaggi. In ogni caso, guidare l’elettrica è facile. Pur essendoci di tutto: dall’elettrica “vera” a quella da sogno.

5) L’auto elettrica farà evolvere ancor più il settore. Si passerà sempre più dal concetto di vettura di proprietà verso quello di macchina a noleggio a lungo termine (già presente nelle promozioni auto nuove): si pagherà un canone mensile per l’auto e la batteria, o solo per la batteria. Il fenomeno riguarderà anche i privati senza partita IVA.

Chi è a contro l’auto elettrica: i 5 no

1) C’è stato un Dieselgate. Il diesel pulito pareva perfetto per l’aria e l’ambiente: d’improvviso si è scoperto che così non è. In futuro, attenzione a un possibile eventuale scandalo Electricgate. In particolare, chissà, potrebbe anche emergere che è molto inquinante produrre batterie, stoccarle, eliminarle. O addirittura la batteria, dalla nascita alla morte, diventa più inquinante dei diesel puliti. Capitolo a parte per le condizioni di lavoro nelle miniere di estrazione delle materie prime: litio e cobalto. In Africa, chi tutelerà la salute di chi lavora per le multinazionali delle estrazioni?

2) Problemi tecnici: scarsa autonomia delle elettriche, eccessivi i tempi di ricarica. E in Italia, le colonnine sono poche. Siamo a livello di progetto per creare una rete valida e capillare, e nulla più. Il problema riguarda in particolare il Sud Italia, che già a che fare con una questione analoga in materia di car sharing e noleggio breve. Criticità da affrontare, per far sì che il Meridione abbia uno sviluppo identico a quello del Nord, anche in fatto di auto elettrica. Allo stesso modo, andrà rinnovata la rete elettrica, che deve essere adeguata alla richiesta: oltre ai normali elettrodomestici, dovrà far fronte alle vetture a batteria. Messe in carica specie di notte.

3) L’elettrica può avere conseguenze negativa per la sicurezza stradale. In particolare, è l’accelerazione notevole delle vetture a corrente che può creare qualche problema; idem il forte rallentamento dei veicoli elettrici quando si solleva il piede dall’acceleratore pur senza azionare il freno. In più, le elettrificate in città non si sentono: silenzio assoluto quando circolano, con possibili effetti nefasti sui pedoni distratti. Specie quello che camminano intenti a guardare lo schermo dello smartphone; o ad ascoltare musica con le cuffie, cosa che impedisce di sentire anche il rotolamento degli pneumatici sull’asfalto.

4) Oggi, le Regioni danno agevolazioni a chi ha un’elettrica: niente bollo. E le tasse dello Stato non gravano in modo pesantissimo sulla bolletta elettrica. Un domani, quando l’elettrica diventasse di massa, le stesse Regioni e lo Stato potrebbero cambiare atteggiamento, facendo diventare l’auto elettrica la nuova “gallina dalle uova d’oro”. Andando a sostituirsi in tutto e per tutto alle auto a benzina e diesel, che pagano i bolli e che vengono gravate di accise alla pompa. Fantapolitica? Anni fa, tutti spingevano per l’acquisto delle ibride, che consentivano di entrare nelle ZTL piccole, e nell’Area C di Milano (una grande ZTL) senza pagare. Il 1° ottobre 2019, però, lo stesso Comune di Milano farà pagare il pedaggio di ingresso anche alle ibride.

5) Oggi, le compagnie assicuratrici fanno pagare Rc auto bassissime alle vetture elettriche. Domani, con la scomparsa delle macchine a benzina e diesel, le assicurazioni dovranno di nuovo macinare profitti come nel 2018. Ci sarà una possibile soluzione: alzare le Rca delle elettriche, cambiando i parametri che determinano la tariffa.