I ministri europei trovano un compromesso per il 2030 fra le richieste di ambientalisti e Costruttori

Dopo una lunga trattativa sul tema delle emissioni delle auto il Consiglio dell’Unione europea ha deciso: dal 2030 la CO2 dovrà essere ridotta del 35% rispetto agli obiettivi già fissati per il 2012 (95 g/km come media di ogni Costruttore). La negoziazione fra i singoli ministri dell’ambiente dei vari Paesi europei ha così portato ad un accordo intermedio fra quanto chiesto dal Parlamento europeo (-45% prima e -40% poi) e il limite sostenuto dalla Commissione europea (-30%).

-15% alla CO2 già dal 2025

Il primo passo verso questa riduzione del famigerato gas serra è fissato per il 2025 con una prima riduzione del 15%. Per i veicoli commerciali leggeri il primo step del 2015 è identico alle auto, mentre per il 2030 il calo imposto è del 30%. Questo ulteriore passaggio verso l’emanazione di una legge europea porta così ad un compromesso fra le richieste di ambientalisti e legislatori europei, sostenute da alcuni Paesi Ue come Irlanda e Olanda, e le ragioni dei Costruttori appoggiati soprattutto da Germania e nazioni dell’Est Europa.

Deroghe e crediti per i Paesi meno elettrificati

Lo stesso Consiglio ha accolto anche le richieste dei Paesi in cui è più bassa la quota di mercato (60% sotto la media europea) di auto elettriche e a basse emissioni, concedendo deroghe e crediti per la creazione di un parco circolante a zero emissioni. Una volta arrivati al voto 20 Paesi hanno detto al limite del 35%, 4 hanno detto no e 4 si sono astenuti.

per gli ambientalisti è un “deludente compromesso”

Una decisione che scontenta ambientalisti e Case auto

Il fronte ambientalista, rappresentato dalla lobby verde Transport & Environment, definisce invece l’accordo un “deludente compromesso” che pone gli interessi delle Case auto davanti agli effetti catastrofici del riscaldamento globale. I Costruttori, per voce del segretario generale ACEA, Erik Jonnaert, ricordano invece che i nuovi limiti, per quanto meno stringenti di quelli votati la settimana scorsa, rischiano comunque di “avere effetti negativi sulla competitività dell’industria auto, sui lavoratori e sui consumatori”.

Erik Jonnaert, ACEA: "effetti negativi su competitività dell'industria, lavoratori e consumatori"