La “parola magica” che determina gli interessi variabili è un’altra: Euribor. Per il momento, non si devono temere aumenti

Spread. Un incubo. Negli ultimi anni l’hanno vissuto (e in buona parte, per la verità, se lo sono procurato con le proprie mani) soprattutto Grecia, Irlanda, Italia, Portogallo e Spagna. Noi il peggio l’abbiamo sperimentato nel 2011, ma non ne siamo ancora immuni, come dimostra la reazione dei mercati finanziari all’annuncio della manovra economica da parte del Governo italiano. Se le prospettive non sono delle migliori, una buona notizia però c’è, almeno nel breve periodo: i tassi (quanto paghiamo di interessi) variabili sui mutui e sui finanziamenti, quindi anche quelli per l’acquisto dell’auto e della casa, non ne risentiranno ancora per un po’, perché sono legati a un altro tasso: l’Euribor.

Lo spread non influenza i tassi su mutui e finanziamenti

Spread, ma che cos’è? E’ la differenza tra il rendimento generato dai titoli tedeschi (considerati i più affidabili in Europa) e quelli di un’altra nazione. Per farla semplice: più è alta questa differenza, meno lo Stato in questione è ritenuto affidabile, capace cioè di ripagare il proprio debito. In parole ancora più semplici: mi fido poco di te, quindi se vuoi che ti presti dei soldi mi devi corrispondere interessi più elevati. Si tratta di soldi veri, che lo Stato, appunto, deve pagare sui titoli che emette; questa percentuale non tocca invece i consumatori. Non subito e non in modo diretto.

Le ripercussioni potrebbero esserci a lungo termine

Se le tensioni sull’Italia non dovessero attenuarsi, se lo spread fra i titoli italiani e quelli tedeschi dovesse continuare ad aumentare, allora anche le banche italiane sarebbero costrette a pagare un interesse più elevato sui soldi che reperiscono sui mercati (ancora più alto di quello che stanno già pagando in seguito al recente aumento dello spread). Il tutto, ovviamente, andrebbe a ripercuotersi sul consumatore.

Lo scenario peggiore: una profonda crisi dell’Europa

C’è poi lo scenario peggiore, legato anche alle elezioni europee di maggio 2019: se l’idea di Europa unita dovesse uscirne indebolita (cosa peraltro piuttosto probabile) allora sì che l’aumento dei tassi sui mutui e sui finanziamenti sarà tangibile, perché l’Europa nella sua interezza si ritroverebbe a fare i conti con un Euribor più elevato. In pratica, il Vecchio Continente verrebbe giudicato complessivamente meno affidabile.