Il designer Ken Okuyama ha ispirato questa berlina del 1997, che prefigurò molto delle Peugeot degli anni '00

Gli studi di design ed i grandi carrozzieri fanno vanto di avere nelle loro fila “stilisti” da ogni parte del mondo, perché secondo loro questo fa si che venga poi a crearsi una commistione fra stili, ispirazioni e filosofie anche molto diverse. Cosa succede però quando un colosso dello stile italiano subisce le influenze di un designer giapponese? Che nascono vetture coraggiose e di rottura, magari slegate dalla tradizione ma sicuramente in grado di stupire. E' l'esempio della Peugeot Nautilus, una proposta di stile lanciata nel 1997 e firmata dal grande designer Ken Okuyama, in quel periodo alla Pininfarina, che negli anni seguenti avrebbe lavorato su vetture come le Ferrari 599 GTB e P4/5.

In lei ci sono le Peugeot dei primi Anni Duemila

A fine anni '90 la casa francese mise in cantiere il progetto di una nuova ammiraglia, più grande e lussuosa della 605. Fra la Peugeot e la Pininfarina c'era in quel periodo un rapporto stretto, perché il carrozziere torinese disegnò la 605 ma anche la 406, ma nel caso della Nautilus fu scelto un approccio del tutto diverso: le linee semplici ma eleganti delle 605 e 406 lasciarono il posto a dettagli più arditi, come ad esempio i fari anteriori a mandorla, la mascherina ribassata e il taglio a forma di mezzaluna sulla fiancata. Okuyama e il suo team insomma stravolsero lo stile della Peugeot, svecchiandolo di colpo e facendolo balzare verso negli anni '00. Il risultato divide, perché questa berlina non è immediatamente riconoscibile come una Peugeot, ma vediamo in lei dettagli a cui il costruttore francese è stato legato per anni: i sottili fari all'insù hanno ispirato le luci della 207.

L'interno ha i colori del mare

La meccanica della Peugeot Nautilus era meno in “anticipo” sui tempi rispetto allo stile, perché il telaio era lo stesso della 605, seppur modificato per far fronte alle dimensioni superiori della carrozzeria (misura 5,00 metri in lunghezza): stando alle poche informazioni rese note all'epoca, la Nautilus ha un telaio più lungo di 15 cm e più largo di 12 rispetto alla berlina da cui deriva. Anche il motore V6 2.9 è lo stesso della 605. L'interno appare molto curato ed elegante, ma anche in questo caso sono presenti elementi di stile che fanno storcere il naso ai più intransigenti appassionati della Peugeot, perché i rivestimenti dei sedili hanno colori diversi davanti e dietro (sono bianchi e azzurri come la schiuma dell'acqua) e al centro del volante si trova la riproduzione di una conchiglia, messa lì per ricordare il mollusco Nautilus da cui l'auto prende il nome

Fotogallery: Peugeot Nautilus (1997)