L'imbarcazione elettrica più veloce del mondo si fa notare alla Barcolana di Trieste. In attesa del prossimo record...

Un motoscafo “ammirato” dai velisti della Barcolana? Impossibile, a meno che… il motore non sia elettrico. E così è stato per il Jaguar Vector Racing V20E, ovvero l’e-barca più veloce di sempre messa in mostra a Trieste nel weekend della regata più pazza del mondo, edizione 2018, la cinquantesima. La presenza, ancorché silenziosa e statica - l’imbarcazione è progettata per sfrecciare su acque di lago - si è fatta notare in quanto esercizio tecnologico di alta velocità a zero emissioni che, per la cronaca, lo scorso giugno ha toccato i 142 km/h.

Come un giocattolo

Vedere il Vector in un ambiente velistico fa un certo effetto. Lo scafo è talmente basso, compatto e aerodinamico da sembrare un giocattolo.  O per certi versi una moto d’acqua troppo cresciuta e ovviamente “chiusa”. La scocca deriva da quella di un motoscafo off shore con motore tradizionale, ma è stata rivista nella coda per ospitare la batteria nonché il relativo sistema di raffreddamento.

Jaguar Land Rover Barcolana 50
Jaguar Land Rover Barcolana 50

Scuola Formula E

Il powertrain è opera del Williams Advanced Engineering, già partner tecnico di Jaguar Racing. E infatti è stata messa a fattor comune l’esperienza maturata in Formula E. Fermo restando che correre sull’acqua è tutta un’altra storia e fra le tante variabili da mettere in conto c’è quella della sicurezza in caso di incidente. A tal proposito il Vector si governa con due pedali. Oltre all’acceleratore c’è quello che “autorizza” l’alto voltaggio della batterie riducendolo drasticamente quando viene rilasciato. Senza quest’accortezza in caso di contatto si rischierebbe di friggere l’intera fauna ittica del lago!

Aerodinamica italiana

Per infrangere il precedente record (124 km/h) rimasto imbattuto dal 2008 determinante è stata anche l’aerodinamica dietro la quale c’è lo zampino di un italiano, Guido Cappellini, dieci volta campione del mondo di formula 1 motonautica. E sullo scafo si lavorerà ancora per segnare il prossimo record. L’obiettivo dichiarato da Malcolm Crease e Peter Dredge, rispettivamente CEO e direttore tecnico del Gruppo Vector (entrambi sono anche soci fondatori) è fare 100 come cifra tonda in miles per hour, pari a 160 km/h. Un’ambizione che porta con se molte delle complessità che sta vivendo l’industria dell’auto per l’elettrificazione  sulla terra ferma. Dal peso delle batterie all’autonomia (+350 kg sullo scafo attuale rispetto alla versione con motore tradizionale), passando per i tempi di ricarica che anche quando devi registrare un primato prestazionale creano non pochi problemi. Nel caso del Jaguar Vector, a giugno, fra un tentativo di record e l’altro bisognava pazientare almeno 1 ora e mezzo fra operazione di plug-in e tempo di ricarica (40 minuti). Un’attesa enorme non fosse altro per il calo di tensione (umana) del pilota e della squadra dei tecnici. E dunque una ragione in più per sviluppare senza sosta la tecnologia delle batterie da cui dipende il futuro della mobilità di tutti noi, su terra, acqua o aria.

Jaguar Vector Racing V20E powerboat

Fotogallery: Jaguar Land Rover, Barcolana 50