Se non hai pagato, regolarizzi senza interessi di mora né maggiorazioni previste dalla legge. Nel caso delle multe, si paga solo il raddoppio delle stesse

La manovra 2019 del Governo gialloverde è da 37 miliardi di euro: approvati il decreto fiscale e il disegno di legge sul bilancio. M5S e Lega sterilizzano gli aumenti IVA che era previsto scattassero il 1° gennaio 2019 (dal 10 all’11,5% per l'aliquota più bassa, dal 22 al 24% per quella più alta). Quindi niente clausole IVA per 12,5 miliardi, con riflessi anche per le auto: accessori delle vetture, carburante e altro. Questa è solo la prima novità che riguarda gli automobilisti, in una manovra che include pensioni, reddito di cittadinanza, flat tax. Qui in basso ci occupiamo di due dei punti chiave per chi ha un'auto: la tassa di possesso e le multe.

Pace fiscale o condono, il risultato è che si paga molto meno

Il decreto fiscale collegato alla legge di bilancio stabilisce la pace fiscale. Detta anche sanatoria, oppure condono, o tecnicamente definizione agevolata. C’è un'aliquota al 20% per sanare il pregresso di chi ha già presentato la dichiarazione dei redditi. In caso di vittoria in primo grado, la partita si chiude pagando il 50% della pretesa. Per ridurre il contenzioso, si potranno sanare le liti con il fisco pagando senza sanzioni o interessi il 20% del non dichiarato in 5 anni in caso di vittoria del contribuente in secondo grado. Per le cartelle ci sarà la rottamazione-ter (ce ne sono già state due) con la cancellazione automatica dei carichi (comprese multe e bolli auto) affidati alla riscossione dal 2000 al 2010 per un importo massimo fino a 1.000 euro. In parole più semplici, nel caso delle multe rimane il raddoppio dell'importo delle stesse. Quanto al bollo, va pagato, ma non sono richiesti gli interessi di mora né le maggiorazioni previste dalla legge. Il tutto, a patto che l'Agenzia delle Entrate dia l'ok.

Come si ottiene lo sconto

Interessante, per l'automobilista, lo stralcio delle micro-cartelle, che comprendono multe e bolli auto. In questo caso i contribuenti coinvolti sono 10 milioni e non dovranno presentare nessuna domanda. Entro fine 2018 ci sarà una cancellazione automatica per tutte le cartelle fino a mille euro di valore (capitale, interessi per ritardata iscrizione a ruolo e sanzioni) relative a carichi affidati alla riscossione dal 2000 al 2018. Ma che c’entra l’Agenzia entrate se il bollo è una tassa regionale? Semplice: la Regione si avvale del riscossore per ottenere i vecchi crediti. Idem per il superbollo. Stesso discorso per i Comuni che vogliono ottenere i proventi delle multe vecchie.