La Casa tedesca accetta il provvedimento e ammette le proprie responsabilità

Il Tribunale di Monaco ha deciso: Audi deve pagare 800 milioni di euro per delle irregolarità riscontrate in alcuni motori turbodiesel V6 e V8. Da parte sua, in un comunicato ufficiale, la Casa dei Quattro Anelli ammette le proprie responsabilità e accetta la decisione. Il Dieselgate, insomma, continua a produrre i suoi effetti. 

Calano le performance finanziarie

800 milioni di euro sono una cifra enorme anche per una “macchina da utili” come Audi. Per questa ragione, nello stesso comunicato di cui sopra si specifica che l’azienda si vedrà costretta a tagliare in modo significativo gli indicatori di performance finanziaria ipotizzati per l’anno fiscale 2018.

Colpevoli "di non sapere”

Degli 800 milioni di multa, 5 sono per il mancato rispetto delle regole, 795 per il beneficio economico derivante da tale condotta. Nel dettaglio, fra le motivazioni portate dal Tribunale di Monaco, si legge che Audi ha violato i doveri di monitoraggio sulle unità organizzative che si occupano di comprovare la conformità dei veicoli alle leggi. Queste violazioni hanno portato i diesel V6 e V8 a essere fuori dai parametri imposti dalla legge. Un’altra responsabilità imputata ad Audi è quella di non essere riuscita a scoprire che i motori “incriminati” (EA 288 Gen3 per USA e Canada ed EA 189, il 4 cilindri 2 litri venduto in tutto il mondo), pubblicizzati, venduti e piazzati sul mercato, erano dotati di un software illegale che ha prodotto i suoi effetti fra il 2004 e il 2018.