Fra le misure del DEF (la legge di bilancio), c'è anche la cosiddetta “taglia scartoffie e leggi inutili”, per garantire una Rc auto più equa tra Nord e Sud Italia

Premessa utile e necessaria: i testi relativi alla manovra economica del Governo di Lega e MoVimento 5 Stelle ancora non ci sono. Capire nel dettaglio quelle che sono le conseguenze per i contribuenti e, nello specifico nostro, gli automobilisti, è molto difficile. Detto questo, dopo aver analizzato le conseguenze su bollo e multe, ecco quello che potrebbe succedere in tema di assicurazioni.

Basta ai premi calcolati in base alla zona di residenza

Il secondo decreto scorpora dal decreto fiscale le norme non omogenee. Che significa? La misura è detta “taglia scartoffie e leggi inutili”: cancella 100 adempimenti per le imprese e ingloba misure per garantire una Rc auto “più equa”. Cosa vuol dire? Possiamo riferirci a quanto ha detto il vicepremier Luigi Di Maio di recente: in sintesi, al Sud Italia le tariffe Rca sono troppo care per chi è virtuoso e non causa mai incidenti; paga Rca costose solo perché vive in una zona ad alto rischio sinistri e frodi. Un meccanismo che secondo tanti è ingiusto.

Sconti per i virtuosi

Già dal 2017 si parla di Tariffa unica (uguale al Nord e al Sud per gli automobilisti con identici parametri) grazie alla legge concorrenza del 2017. E di sconti e supersconti per i virtuosi del Meridione che montano la scatola nera; però, la norma non è attiva perché mancano i decreti attuativi. Ora la manovra 2019 potrebbe accelerare tutto e abbassare i prezzi delle Rc auto del Meridione.

L’Ania ha sempre evidenziato inoltre che gli sconti imposti dallo Stato violano le norme europee sulla libera concorrenza e sul libero mercato. Insomma, i punti oscuri sono ancora tanti e il problema più grande, quello da cui (quasi) tutto scaturisce, cioè quello delle frodi, pare ancora lontano dalla soluzione. A proposito di Ania, di seguito la posizione ufficiale. 

Rischio stangata al Nord

L’Ania (associazione delle assicurazioni) mette in guardia: se al Sud i virtuosi pagheranno meno, in qualche modo chi vive al Nord pagherà di più per compensare e riequilibrare i contiMotor1.com aveva già lanciato l’allarme. Tecnicamente, già due anni addietro, quando ancora si discuteva il disegno legge concorrenza al Senato, l’Ania era stata più diretta: “Invece di sostenere misure improponibili dal chiaro sapore elettorale, occorrerebbe affrontare le vere ragioni che tengono alti i prezzi della Rc auto in alcune Province del Sud”. Per l’Ania, la norma del ddl è “illegittima, perché contraria alle direttive comunitarie che vietano di imporre alle compagnie condizioni di prezzo di qualunque tipo”. Un’idea, inoltre, “tecnicamente insostenibile: stabilire a favore degli assicurati che non hanno causato sinistri negli ultimi anni un prezzo unico per tutto il territorio e parametrato al livello di tariffa più basso farebbe saltare il meccanismo mutualistico su cui si fonda l’assicurazione”.

Aumenti fino al 40%

Ma tradotto in numeri, l’automobilista virtuoso del Nord quanto pagherebbe di più per compensare lo sconto dell’automobilista virtuoso del Sud? Non esistono statistiche ufficiali. Sul web, si fanno largo le proiezioni, fatte all’interno di alcune compagnie di rilievo. Morale: se la Rca crolla del 65% a Napoli (dove il dramma Rca è sentitissimo, per via di parecchi incidenti e truffe), a Bolzano schizza all’insù addirittura 40%. E ancora: ad Aosta aumenti del 35%, a Trento del 25% e a Vicenza del 28%.

A compensare quanto avverrebbe a Salerno (-44%), ma anche in altre zone d’Italia, come Massa Carrara (-42%) e Pistoia (-37%). Per una questione di equilibrio economico: è un po’ la storia della “coperta corta”. Quindi, se abbassi al Sud, devi alzare al Nord.