La casa tedesca annuncia nuovi investimenti e sale al 75% della joint venture con Brilliance, con cui prolunga l'accordo fino al 2040

È inusuale che due grandi manager si tengano abbracciati come vecchi amici mentre un fotografo scatta loro una foto. Yumin Qi e Harald Krüger però avevano buoni motivi per essere euforici al termine del loro ultimo incontro a Shenyang, in Cina, dove si sono incontrati per firmare i documenti che stringono i rapporti fra i gruppi di cui sono alla guida: Qi è numero uno della Brillance, mentre Krüger è amministratore delegato di BMW. Le due aziende hanno dato vinta nel 2003 alla joint venture BMW Brilliance Automotive (abbreviata in BBA), un'alleanza che negli scorsi giorni è stata prolungata almeno fino al 2040.

Verranno costruite 200.000 auto in più l'anno

I due manager hanno deciso infatti di prolungare l'accordo per altri 22 anni, fino al 2040, oltre ad annunciare investimenti per 3 miliardi di euro in fabbriche cinesi e produzione: a Tiexi sorgerà un nuovo stabilimento nell'area di quello già operativo, mentre l'impianto di Dadong sarà aggiornato ed ingrandito. La BBA stima di poter costruire fino a 650.000 vetture l'anno a partire dal 2020 e di creare 5.000 nuovi posti di lavoro, stando a quanto annunciato. La stima è di 200.000 vetture l'anno in più di oggi, ma una parte della fabbrica di Tiexi sarà allestita per essere modulare e adattarsi in funzione del successo dei singoli modelli. La casa tedesca ha deciso inoltre di aumentare dal 50% al 75% la sua quota nella joint venture.

Investimento garantito

Le cifre dell'operazione sono rimaste sconosciute, ma secondo la Bloomberg il costruttore tedesco avrebbe speso ben 3,6 miliardi di euro per acquisire il 25% della joint venture. La scelta è ovviamente strategica, perché la Cina avrà un ruolo sempre più determinante per tutte le case automobilistiche di lusso, alla luce delle stime che si registrano per i modelli premium: secondo alcune stime le vendite in queste categoria sono destinate a raddoppiare nei prossimi anni. La BMW insomma ha deciso di non badare a spese pur di tenere per sé una “fetta” maggiore di guadagni in ottica futura.