L'azienda milanese di componentistica darà vita insieme alla giapponese Calsonic Kansei al gruppo Magneti Marelli CK Holdings

È arrivata alle battute conclusive la trattativa fra il gruppo FCA e il fondo KKR per la cessione di Magneti Marelli, la società del costruttore italo-statunitense che si occupa, fra le altre cose, di elettronica e motori elettrici. Dopo mesi di voci e indiscrezioni, supportate anche dalla recente nomina di Pietro Gorlier (ex AD di Magneti Marelli) a capo delle operazioni EMEA di FCA, è notizia delle scorse ore che KKR pagherà 6,2 miliardi di euro per rilevare l'azienda milanese.

Da ora in avanti Magneti Marelli farà parte del gruppo Magneti Marelli CK Holdings, una società creata da KKR in cui confluiscono sia Magneti Marelli sia la sua controllata giapponese Calsonic Kansei, altra grande realtà nel campo degli accessori per auto. La nuova azienda è settima al mondo per volume d'affari.

Garanzie per “italianità” e occupazione

La Magneti Marelli CK Holdings diventa così un vero e proprio gigante del settore, secondo quanto anticipato nelle scorse ore da KKR, perché raggiunge un giro d'affari superiore a 15 miliardi di euro l'anno e controlla quasi 200 fra stabilimenti e centri di sviluppo nelle Americhe, in Asia, Europa e Giappone.

L'accordo si concluderà nei primi mesi del 2019, dopo il via libera da parte delle autorità. KKR ha rivelato che Magneti Marelli terrà il suo quartier generale a Corbetta, in provincia di Milano, e secondo la Bloomberg non effettuerà tagli al suo organico.

La FCA sarà sua cliente

Nell'ambito delle trattative FCA è riuscita a “spuntare” un accordo di durata pluriennale, indispensabile perché da ora in avanti si trova senza una realtà interna a cui affidare progetti di sviluppo nei rami dei motori elettrici e della guida assistita, due aree fondamentali che costeranno sempre più denaro alle case automobilistiche.

Il Gruppo ottiene, però, una somma non indifferente con cui far partire lo sviluppo dei nuovi modelli. La cessione di Magneti Marelli è la prima grande mossa di Mike Manley come nuovo amministratore delegato della FCA, anche se le prime indiscrezioni risalgono a ben prima della scomparsa di Marchionne.