Doppio 50esimo compleanno per entrambe, nate nel '68 ed esponenti di due modi diversi di vivere l'auto

Ad Auto e Moto d’Epoca 2018 il Salone in programma a Padova, dal 25 al 28 ottobre 2018, Peugeot e Citroen festeggiano due compleanni importanti. Sia la Peugeot 504 sia la Citroen Mehari, infatti compiono ben 50 anni. Per l’occasione sulla stand del Gruppo PSA sono esposti due modelli d’eccezione della 504: una rara versione TI con cambio automatico e una in configurazione rally raid. Diverso l’approccio anche culturale della Mehari una "giovane" cinquantenne nata in piena contestazione e anche per questo al passo con i suoi tempi: originale, versatile e trasformista. Sullo stand due modelli di cui uno arancio Kirghiz.

Una berlina di grande successo

Era il 12 settembre 1968 quando Peugeot tolse il velo alla 504, una grande berlina con ambizioni europee e che, non a caso, fu la prima Peugeot a vincere il premio auto dell’anno. Nata dal design dello studio Pininfarina, per mano di Aldo Brovarone unito a quello del centro stile della casa francese, la 504 venne realizzata anche, anche per il Nord e Sud America e Africa.

Una vera world car la cui gamma si è allargata poi con le versioni coupé e cabriolet, queste disegnate e anche parzialmente prodotte da Pininfarina. Dopo la 205 la 504 rappresenta così il più grande successo commerciale nella storia di Peugeot cone tre milioni e settecentomila esemplari venduti fino a giugno 1983. 

Un successo, però, anche sportivo di cui l’esemplare esposto a Padova è testimone visto il suo domino nei rally africani culminati con la vittoria del Safari Rally nel 1975 mettendosi dietro niente di meno che la Lancia Stratos di Sandro Munari. Un successo fu bissato al Rally du Maroc, in quel caso al posto di navigatore del 504 c’era Jean Todt.

Giovane e versatile come poche altre

Senza dubbio diverso l’approccio al mercato della Citroen Mehari un’auto destinata a un pubblico giovane, amante della vita all’aria aperta, non a caso si tratta di una cabrio e non a caso fu definita al suo esordio come "oggetto mobile non identificato". 

Il Papà di Mehari fu Roland de La Poype, un eccentrico industriale francese conosciuto per le sue creazioni in plastica nel secondo dopoguerra. La Mehari fu, a suo modo una delle auto più versatili dell'epoca, capace di portare indifferentemente sia 4 persone al mare sia 400 kg di mattoni in un cantiere.

La meccanica era quella della Dyane 6, spinta da un bicilindrico “boxer” da quasi 100 km/h di velocità massima e 20 km con un litro di benzina, consumi irrisori, considerando l’epoca, dati dalla leggerezza (525 kg) della carrozzeria in plastica che la mette a riparo anche dalla corrosione.

Un’auto piccola, economica, ma piena di gloria. Realizzata anche in versione 4x4 ha servito come auto medica nella Parigi Dakar e non poteva essere altrimenti dato che il nome è ripreso da una particolare razza di dromedari. A Padova è esposta anche la vettura targata NA K14314 appartenuta a Giancarlo Siani, il giovane giornalista ucciso dalla camorra diventato, assieme alla sua macchina, simbolo di coerenza e onestà.

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