Nasce come versione “sportiva” del Wagoneer e, per la prima volta al mondo (almeno secondo Jeep), appare l’acronimo SUV nella brochure

Difficilmente nome fu più azzeccato: Cherokee, per i pochi che non lo sapessero, è l’appellativo di una popolazione di nativi americani. Intraprendenza, capacità di adattamento, coraggio: sono questi i tratti della personalità di esseri umani che tutti i giorni devono procacciarsi il cibo in un ambiente ostile. Queste le caratteristiche che gli ingegneri di Jeep instillano nella Cherokee nel 1974. Quanto poi i Cherokee - intesi come gruppo di persone - siano felici che gli invasori anglosassoni (ancora adesso, molti "indiani d'America" li vedono così) utilizzino il loro nome per fini commerciali è assolutamente da dimostrare, ma tutto il resto è storia. Una narrazione che dura da 44 anni e che nel tempo è mutata parecchio, anche se le caratteristiche di base, quelle no, non sono cambiate. Un’auto che nasce come versione “sportiva” della Wagoneer, per poi discostarsi dall’offroad duro&puro, senza però rinnegare la voglia di sporcarsi di fango e sabbia, all’occorrenza.

Il fuoristrada coupé 

Sì, avete letto bene: la prima Cherokee è la versione coupé - non in senso stretto, ovviamente - della Wagoneer: 2 porte invece di 4 e una carrozzeria più compatta. Insomma, designer e uomini marketing non si sono inventati nulla, negli ultimi anni, quando hanno cominciato a (ri)lanciare i SUV coupé; auto che in realtà di porte ne hanno 4, nella maggior parte dei casi, e che vengono chiamate coupé in virtù del lunotto più inclinato. 

Sparisce un montante

Il vero tratto distintivo della Cherokee prima maniera, nome in codice SJ e venduta dal 1974 al 1983, è però l’assenza del montante C e la conseguente adozione di un lungo vetro laterale. La soluzione non è certo il massimo dal punto di vista della praticità (l’apertura, optional, è possibile solo a compasso), ma regala un colpo d’occhio davvero speciale, inconfondibile e capace di alleggerire la percezione di grandezza della fiancata. Molto moderna anche l’idea di colorare montanti e tetto di un colore diverso rispetto al resto della carrozzeria, mentre il frontale non è ancora caratterizzato dalle classiche 7 feritoie verticali. 

Molto moderna anche l’idea di colorare montanti e tetto di un colore diverso rispetto al resto della carrozzeria.

Motori a 6 e 8 cilindri

Americana al 100% la gamma motori: al top prevede un V8 6.6 da 218 CV, capace di spingerla fino a 161 km/h e di farne il fuoristrada più veloce dei suoi tempi. Il V8 è disponibile anche con cilindrata di 5,9 litri e potenza di 177 e 198 CV; c’è poi un 6 cilindri in linea da 112 CV e - rarissimo - un turbodiesel di origine Peugeot. Il cambio? Manuale a 4 marce di serie, automatico by General Motors optional. 

Jeep Cherokee, le foto storiche
Jeep Cherokee, le foto storiche

1983, ecco la seconda generazione

Nove anni dopo il lancio (in Europa arriva invece nel 1985) della prima generazione, ecco la nuova Cherokee, codice XJ, che dice addio al telaio a longheroni e traverse e adotta un telaio monoscocca. Forse anche per l’influenza di Renault, che in quegli anni ha quote di controllo in AMC (che a sua volta comprende Jeep), calano drasticamente peso (-500 kg), dimensioni (-53,3 cm di lunghezza e -15,2 cm di larghezza) e consumi, mentre aumentano comfort e prestazioni. Per alcuni, è questa la prima vera Cherokee, dal momento che la prima si può considerare una derivazione della Wagoneer. Tecnicamente, l’altezza da terra è pari a 29,7 cm, l’angolo di attacco è di 28,4 gradi e quello di uscita di 31,2 gradi.

Con la seconda (o prima) Cherokee nasce il SUV

Soprattutto, è questa l’auto della “rivoluzione”: per la prima volta al mondo - ma qui le versioni potrebbero essere contrastanti - appare infatti chiaro a tutti che la Cherokee viene presa in considerazione come sostituta delle station wagon e delle berline nel ruolo di auto da famiglia, come dimostra anche la presenza della variante a trazione posteriore, per chi del 4x4 non sapesse cosa farsene. Sì, è nato il SUV, anche se nessuno ancora chiama così la Cherokee. 

Jeep Cherokee, le foto storiche
Jeep Cherokee, le foto storiche

A 2 e 4 porte e Wagoneer, quella che debutta in Europa

Come la prima Cherokee, anche la seconda è disponibile sia a 2 sia a 4 porte. Della gamma fa parte anche la versione Wagoneer (che nulla ha a che fare con la sorella maggiore Grand Wagoneer). Sotto al cofano, un 4.0 a sei cilindri in linea e un 2.5 turbodiesel, dal 1995. A questo punto sono passati 12 anni dal lancio del modello, che però continua a piacere sulle due sponde dell’Atlantico, motivo per cui (complice anche una situazione non floridissima, all’interno del Gruppo Chrysler) si arriva fino al 2001, quando viene presentata la terza generazione. Nel 2008 è il turno invece della quarta, mentre nel 2013 la filosofia cambia ancora una volta: Jeep fa parte della galassia FCA e la Cherokee si addolcisce parecchio nelle forme, al punto da “accarezzare” il segmento dei crossover, più che quello dei SUV, anche se tracciare il confine tra i due è impresa quasi impossibile, a dir la verità. 

Fotogallery: Jeep Cherokee, le foto storiche