Nella manovra niente tagli sulle tasse che riguardano i carburanti

Il Governo del cambiamento? Piuttosto – per dirla alla Tomasi di Lampedusa – quello del “tutto deve cambiare perché tutto rimanga uguale”. Al di là dei proclami (spesso urlati) di Matteo Salvini o Luigi Di Maio, più passa il tempo e più nel nostro Paese sembra non cambiare nulla. Un esempio? La prossima legge di Bilancio appena firmata dal Presidente Mattarella non prevede alcun taglio sulle accise dei carburanti. Sforbiciata che la Lega di Salvini aveva invece annunciato a gran voce in campagna elettorale, conquistando ampi consensi.

Taglio rinviato

Se il leader leghista si è difeso (“non sto al Governo da solo”, ha dichiarato) è pur vero che il taglio delle accise sui carburanti, uno dei cavalli di battaglia leghista per le scorse elezioni politiche, è stato rinviato più volte, fino a scomparire definitivamente dal testo della Legge di Bilancio. Anche se è probabile che in futuro la Lega tornerà alla carica, questa si registra comunque come una "sconfitta" piuttosto pesante.

E io pago

Soprattutto per gli automobilisti, che si trovano a dover pagare alla pompa tasse che si sono sommate nel corso degli anni (risalenti, ad esempio, alla guerra in Etiopia del 1935) per prezzi al litro tra i più cari d'Europa. Se a tutto ciò si aggiunge che alla vigilia dell'inverno sono aumentati del 9,5 percento i costi energetici che le famiglie devono sostenere, la situazione è tutt'altro che rosea.

Niente tagli, ma aumenti

Già, perché se nelle bollette si leggeranno aumenti dell'8,6 percento per l'energia elettrica e del 10,2 per cento nella fornitura di gas naturale, il gasolio crescerà del 12,4 percento, mentre la benzina aumenterà del 9,4 percento. Brutte notizie quindi per gli automobilisti: si spera che il Governo del cambiamento, presto o tardi, sia in grado di metterci una pezza.

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