La distrazione da cellulare continua a essere una piaga

Dopo annunci, promesse, tweet, video sui social, interviste in tv dei politici che si occupano di sicurezza stradale, niente è cambiato: la multa per guida con smartphone in mano era e resta quella di sempre. Multa di 161 euro, più il taglio di 5 punti-patente; e sospensione della patente da uno a 3 mesi alla seconda infrazione nel biennio (recidiva). A nulla sono valsi i ripetuti allarmi: la distrazione da telefonino è una delle cause degli incidenti stradali gravi. con ripercussioni negative sulle statistiche in Italia. Ma vediamo le puntate della telenovela per capirci di più.

Dal tutto al niente

Con la riforma del Codice della Strada (un disegno legge del 2010), si puntava a una multa di 161 euro, taglio di 10 punti subito e sospensione della patente da 2 a 6 mesi alla seconda infrazione nel biennio. Altri esponenti del Governo avevano parlato di misure più dure e con un decreto: ritiro immediato della patente, alla prima infrazione.

Nel 2015, l’allora viceministro ai Trasporti, Riccardo Nencini, annunciava: “Stiamo lavorando al nuovo Codice della Strada. La Camera ha già approvato la legge delega che ora è al Senato in commissione; presumibilmente entro la fine del 2015 ce l’avremo”. Negli anni successivi, altre promesse da parte di vari soggetti. Oggi invece la multa è identica a quella di ieri.

Diversi guai

Anche l’articolo 173 del Codice della Strada è vecchio e andrebbe riscritto, per modernizzarlo: “È vietato al conducente di far uso durante la marcia di apparecchi radiotelefonici ovvero di usare cuffie sonore. È consentito l'uso di apparecchi a viva voce o dotati di auricolare purché il conducente abbia adeguate capacità uditive a entrambe le orecchie (che non richiedono per il loro funzionamento l'uso delle mani)”. I problemi sono due. Primo: non dice con chiarezza che è vietato anche messaggiare o chattare con lo smartphone in mano. Secondo: non spiega in modo esplicito che il divieto esiste anche se fermi in coda al semaforo. Una maggiore trasparenza delle normative servirebbe a migliorare la sicurezza stradale.

Altre priorità?

Il Governo gialloverde, per ora, ha preferito dedicarsi ad altro: i seggiolini salva-bebé. Considerandola una priorità. Vedremo nei prossimi mesi se si interverrà anche in materia di smartphone o se l’Esecutivo di M5S e Lega preferirà dedicarsi ad altri temi sulla sicurezza stradale.