Domenica 11 novembre a Roma c'è in ballo il futuro del trasporto pubblico della Capitale. Ecco come funziona il referendum

Roma è la città con più traffico d'Italia. Lo dicono i numeri e nella classifica mondiale è al 114esimo posto. Gli automobilisti vorrebbero strade meno congestionate e nella polemica sono coinvolti anche i mezzi pubblici, accusati di essere inefficienti. Per questo il referendum per la privatizzazione dell'Atac (l'Agenzia del trasporto autoferrotranviario del Comune di Roma) fa discutere.

Non tutti sono d'accordo che la privatizzazione sia la chiave di volta e Domenica 11 novembre sono chiamati al voto quasi tre milioni di cittadini. In ballo c'è il futuro dell'Atac, che ha 1,5 miliardi di euro di debiti e costa al Campidoglio 560 milioni di euro all'anno, dando lavoro a 11mila persone.

Quali cambiamenti per l'automobilista

Difficile dirlo. Chi promuove il referendum è convinto che se vincesse il sì e quindi se il Campidoglio preparasse una gara d’appalto per il 2021 (con una base d’asta di 560 milioni di euro) e il servizio di trasporto passasse a un altro operatore (in prima fila c'è Busitalia, società del gruppo Fs) il servizio migliorerebbe, così da dare delle alternative all'auto. Un desiderio che nasce anche dalla preoccupazione di chi guida per i sempre più severi blocchi del traffico (entro l’anno prossimo entrerà in vigore il blocco dei diesel Euro 3 dentro l’anello ferroviario ) e le Domeniche ecologiche (qui il calendario 2018/2019).

I quesiti del referendum consultivo

Il referendum di Domenica 11 novembre è "consultivo" ovvero è valido se si arriva almeno a 800mila voti (il quorum deve superare il 33% degli aventi diritti al voto) e il risultato non ha effetti diretti, se vincesse il sì il Comune dovrebbe aprire un dibattito sul trasporto pubblico. I quesiti dono due:

  1. "Volete voi che Roma Capitale affidi tutti i servizi relativi al trasporto pubblico locale di superficie e sotterraneo ovvero su gomma e rotaia mediante gare pubbliche, anche ad una pluralità di gestori e garantendo forme di concorrenza comparativa, nel rispetto della disciplina vigente a tutela della salvaguardia e della ricollocazione dei lavoratori nella fase di ristrutturazione del servizio?”.
  2. “Volete voi che Roma Capitale, fermi restando i servizi relativi al trasporto pubblico locale di superficie e sotterraneo ovvero su gomma e rotaia comunque affidati, favorisca e promuova altresì l’esercizio di trasporti collettivi non di linea in ambito locale a imprese operanti in concorrenza?”.

Dove, come e quando si vota

Il referendum per la privatizzazione dell'Atac è fissato solo per Domenica 11 novembre. Si vota dalle ore 8 alle 20 con voto elettronico nei seggi normalmente utilizzati e per ciascun quesito viene consegnata una scheda. Ciascuna scheda ha un colore e all’interno la dicitura SI / NO. Le operazioni di scrutinio avvengono immediatamente dopo la chiusura della votazione e proseguono ad esaurimento.

Chi può votare

Al voto partecipano tutti i cittadini iscritti nelle liste elettorali di Roma Capitale, nonché coloro che, appartenendo ad una delle categorie previste dall’art. 6 dello Statuto, si siano appositamente registrati tra l’1 ottobre e il 31 dicembre dell’anno precedente a quello di svolgimento dei referendum (i dettagli su www.comune.roma.it).

Chi promuove il referendum e chi no

Sono a favore del sì al referendum i comitati promotori “Mobilitiamo Roma”, dei Radicali Italiani (qui il comitato promotore), e si sono schierati così anche il Pd e Forza Italia. Il Sindaco di Roma, Virginia Raggi (M5S) si è schierata per il No, contrari anche Lega, Potere al popolo, il sindacato Usb, la Cgil e altri comitati.

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