Quale il futuro delle auto senza conducente? Fra la teoria dagli USA e l'esempio concreto di Modena

La guida autonoma non si può sviluppare se non in un ambiente pronto ad accoglierla. Questo il succo dell’intervento di Timothy Papandreu, uno dei massimi esperti del settore, fondatore del sito di riferimento emergingtransport.com  e già consulente del progetto Waymo con cui Google, sta sviluppando sistemi di guida senza conducente. Secondo la tesi di Papandreu che ha parlato al convegno Il futuro della guida autonoma” nell’ambito del Progetto Mobilità Città Sostenibile a Ecomondo, si sta sempre più configurando la necessità di avere delle infrastrutture dedicate. Ma mentre negli USA si parla a Modena si mettono in atto i progetti.

Un ecosistema connesso

Per Papandreu, la mobilità funziona come un ecosistema in cui l’integrazione fra le varie modalità ha bisogno dei propri spazi perché è possano convivere, ad esempio, monopattini e auto a guida autonoma. L’integrazione è sicuramente la chiave per l’efficienza. Una mobilità elettrica, autonoma e condivisa sia per il trasporto di persone che di merci dovrà, infatti, essere disponibile attraverso una piattaforma dove si possa scegliere quella più adatta alle proprie esigenze.

C'è bisogno di un ambiente dedicato

Questo però avverrà più velocemente se le aziende che hanno il compito di sviluppare le tecnologie avranno chiari i paramenti e gli ambiti entro cui lavorare. La sfida maggiore, per esempio, nel campo della guida autonoma è quello di far convivere auto con e senza conducenti, pedoni e bus, insomma utenti con esigenze diverse. Un soluzione è quella di creare degli spazi dedicati e nettamente separati per ogni tipologia di utente. Un’altra è quella messa in atto dal Comune di Modena con il progetto MASA.

Un quartiere Smart

Accanto a uno studio sulla guida autonoma vera e propria effettuato all’autodromo di Modena  il Comune  ha messo in atto un progetto che fonde la tradizione motoristica con l’innovazione automotive, la cultura digitale e le ICT, nato ancor prima del recente decreto Smart Road.

In pratica è stato scelto un quartiere della città, oggetto di riqualificazione urbana ed  è stato trasformato in un quartiere tecnologico cablato in fibra ottica, dotato di WIFI diffuso, con telecamere e un data center in fase di definizione che, già operativo, diventerà un laboratorio di studio ed approfondimento con l’Università di Modena proprio per le nuove tecnologie applicate alla mobilità con l'Ateneo che si qualificherà come ente certificatore per questa materia.

 

Fotogallery: Progetto Masa all'Autodromo di Modena