Il presidente Sticchi Damiani soddisfatto dell'intervento del Governo

Decreto sicurezza: stretta sui veicoli esteri condotti da chi è residente in Italia da più di 60 giorni, con sanzioni pecuniarie e accessorie pesanti. Dopo l’ok del Senato, si attende il sì della Camera. Intanto, l’ACI si dice favorevole a questa novità introdotta dal Governo gialloverde: “L’Automobile Club d’Italia condivide l’intervento del Governo in materia di abuso delle targhe estere sui veicoli circolanti in Italia”, dichiara il presidente ACI, Angelo Sticchi Damiani. Obiettivo, stroncare il fenomeno della cosiddetta esterovestizione: l’utilizzo di targhe estere per risparmiare su bollo e assicurazione, sottraendosi di fatto alle contravvenzioni e al fisco italiano. Una piaga che causa “un forte danno, non solo all’erario, anche a tutti gli automobilisti e i cittadini”.

Due tipi di furbetti

È la modifica al Codice della Strada prevista dal disegno di legge S 840 approvato in prima lettura dal Senato, per la conversione del decreto legge sicurezza numero 113 del 4 ottobre 2018. I furbetti, denuncia l’ACI, aggiravano la norma precedente, che riguardava i veicoli di lusso (per evadere il fisco) e le auto provenienti da Paesi dove i controlli sulla sicurezza (le revisioni) e sulla copertura assicurativa sono quasi inesistenti, con pesanti ripercussioni per le vittime di incidenti stradali.

“L’azione del Governo - conclude Sticchi Damiani - ristabilisce il principio di uguaglianza e tutela dei cittadini, restituendo certezze all’intero settore, senza comunque impedire a chi ne ha diritto di circolare con auto immatricolate all’estero. I furbi non possono e non devono mai prevalere”.

Le novità

Col decreto sicurezza, c’è l’obbligo per i veicoli concessi in leasing da imprese prive di sedi in Italia di avere a bordo un documento attestante la disponibilità del mezzo e la durata, spiega Poliziamunicipale.it. Scatta inoltre il censimento dei veicoli giacenti nelle depositerie con formazione di un apposito elenco presso le prefetture e obbligo per i proprietari di assumere la custodia entro 30 giorni dalla pubblicazione sul sito istituzionale degli uffici territoriali del Governo.

Le multe

In caso di inottemperanza, si applica la sanzione amministrativa pecuniaria di 712 euro e vengono disposti l’immediata cessazione della circolazione e il trasporto e deposito in luogo non soggetto a pubblico passaggio.

Trascorsi 180 giorni senza che il veicolo sia stato immatricolato in Italia o senza che il proprietario abbia richiesto il rilascio dei un foglio di via per la conduzione oltre i transiti di confine, si applica la sanzione accessoria della confisca amministrativa.

Questione a parte

In caso di veicolo concesso in leasing o locazione senza conducente da parte di impresa costituita un altro Stato dell’Unione Europea o dello Spazio economico europeo (SEE), che non abbia stabilito in Italia un sede secondaria o altra sede effettiva, deve essere tenuto a bordo del veicolo un documento, datato e sottoscritto dall’intestatario, dal quale risulti il titolo e la durata della disponibilità.

Questo documento, evidenzia Poliziamunicipale.it, deve essere tenuto a bordo anche in caso di veicolo concesso in comodato a un soggetto residente in Italia e legato da un rapporto di lavoro o di collaborazione con un’impresa costituita in un altro Stato membro dell’UE o del SEE senza sede in Italia.

In mancanza del documento, multa di 250 euro e il fermo amministrativo del veicolo, che può essere restituito soltanto dopo che sia stato esibito il documento. Altrimenti, scatta un’ulteriore sanzione di 712 euro.

E i veicoli già immatricolati all’estero?

Ci sono poi i veicoli immatricolati in uno Stato estero, che hanno già adempiuto alle formalità doganali e che possono circolare in Italia per la durata massima di un anno: il decreto sicurezza prevede che, scaduto il termine di un anno, se il veicolo non è immatricolato in Italia, l’intestatario deve consegnare alla Motorizzazione le targhe estere e il documento di circolazione.

E richiedere il rilascio di un foglio di via e della relativa targa per condurre il veicolo all’estero. In caso contrario, dice Poliziamunicipale.it, è prevista la sanzione di 712 euro, il ritiro del libretto e la cessazione immediata della circolazione. Se il furbetto insiste, c’è la confisca del veicolo.

In più...

Infine, col decreto sicurezza, la circolazione con veicolo sottoposto a fermo o sequestro amministrativo comporta la revoca della patente. Diventa reato la reiterazione della violazione del divieto di svolgere l’attività di parcheggiatore o guardiamacchine senza autorizzazione oppure con l’impiego di minori.