Una volta erano poche, esclusive "eccezioni". Oggi (quasi) ogni BMW ha la sua M. Ecco le più interessanti.

Tutto inizia dalla mitica 3.0 CSL, ma il vero "botto" è la M1 del 1978. Sono passati esattamente 40 anni e, da allora, M è diventata praticamente una gamma nella gamma di BMW. Il grande successo, a livello di numeri, arriva nel 1986 con la prima M3. Per i pochi che non lo sapessero, M sta per Motorsport ed è la "divisione" sportiva ufficiale di BMW, quello che Audi Sport è per Audi e AMG è per Mercedes. 

I "puristi" non sono contenti

Come sempre quando si parla di auto sportive, e in particolare quando di mezzo c'è un marchio come BMW, c'è uno zoccolo duro che non vede di buon occhio i cambiamenti. Cambiamenti che prendono la forma dei SUV: l'antitesi, per via del baricentro rialzato, del piacere di guida. Siccome però i clienti hanno sempre ragione, a Monaco corrono il rischio, peraltro ben calcolato, di scontentare qualcuno (che comunque difficilmente abbandona l'M3 perché in gamma c'è la X6 M, per dirne una) per conquistarne altri. 

La M in versione soft: M-Performance

L'escalation di potenza delle M - propiziata dall'incessabile concorrenza con Audi RS e Mercedes AMG - fa nascere una nuova esigenza, quella di un anello di congiunzione con le BMW "normali": ecco dunque la gamma M-Performance, meno estrema nei cavalli, nell'assetto e nella caratterizzazione estetica. Nelle schede che seguono, però, spazio alle M "pure", le più cattive.