La Cassazione fa chiarezza su un aspetto molto delicato

Automobilisti ubriachi e drogati: la Cassazione mette in chiaro un punto chiave, con sentenza 52380/2018. Prima della prova con l’etilometro, le Forze dell’ordine devono informare il guidatore che è suo diritto subire il controllo in presenza di un avvocato. Non solo: se all’alcoltest segue il drogatest, quel primo avviso è sufficiente, non ne serve un altro. Il motivo? Si tratta di accertamenti svolti nel medesimo contesto spazio-temporale.

La difesa dell’automobilista

La Cassazione si è infatti occupata di un caso particolare: il guidatore, fermato dalle Forze dell’ordine nel 2013, lamentava che l'avviso di essere assistito da un legale sarebbe stato effettuato solo prima dell'alcoltest e non rinnovato prima del drogatest. Se fosse stato avvertito, dice, si sarebbe legittimamente rifiutato.

Qual è il problema

Se gli agenti non avvisano il conducente del diritto alla difesa, il valore legale dell’alcoltest è a rischio, idem quello del drogatest. Così la multa per guida in stato d’ebbrezza e sotto l’effetto di stupefacenti potrebbe essere annullata tramite ricorso, per vizio di forma: non si mette in dubbio che il guidatore fosse ubriaco o drogato, ma si discute sulla procedura per rilevare lo stato dell’automobilista.

Sta tutto scritto negli articoli 354 e 356 del codice di procedura penale, che riguardano le garanzie difensive della persona: alcoltest e drogatest sono atti non ripetibili e ispezioni corporali.

Rivalsa, disastro

Al di là delle multe (per l’alcol da 500 euro insù, per la droga 1.500 euro), esiste il rischio rivalsa assicurativa. Se il guidatore causa un incidente, la compagnia risarcisce tutti i danni all’altro conducente, ma ha diritto a farsi rimborsare dal cliente che era ubriaco o drogato al momento del sinistro. Un indennizzo che lievita facilmente in questi casi: con lesioni fisiche importanti o morti, il conto arriva a milioni di euro.