L'ad ha ammesso che le difficoltà nella produzione hanno portato l'azienda sull'orlo del baratro

Tesla è stata sull’orlo del baratro a causa delle difficoltà nella produzione della Model 3. Molti negli ultimi mesi hanno sospettato della stabilità finanziaria della Casa di Palo Alto, ma nessuno forse si sarebbe aspettato una situazione così critica.

A rivelarlo è stato lo stesso Elon Musk, ad di Tesla, che ha rivelato in un’intervista a HBO come per tutta la prima parte del 2018 la situazione sia stata altamente instabile, motivo che ha portato a pressioni del governo americano (per questo Musk ha dovuto lasciare la carica di presidente a Robyn Denholm) e al conseguente crollo delle azioni in borsa.

Guardando al presente invece, Tesla sembra aver cambiato marcia: l'azienda infatti ha fatto registrare un profitto record di ben 311,5 milioni di dollari nel terzo trimestre del 2018, sempre per merito della Model 3. Risolvendo le grande alla produzione infatti, solo da luglio a settembre sono state costruite circa 50.000 vetture, con un profitto di circa il 20% su ogni esemplare venduto.

Una scommessa per l’azienda

“L’azienda stava perdendo denaro come pazzi” e l’unico modo per rimettersi in gioco era la “scommessa da 370 km”, così Musk definisce la Model 3, sorella minore di Model S e Model X che, già presentata ai clienti a Milano, arriverà sul mercato nel corso del 2019 ad una cifra stimata tra i 45 e i 50.000 euro. “Ci rimanevano meno di dieci settimane di vita”: l’unica cosa da fare? Dedicarsi completamente al processo produttivo ottimizzando tutto ciò su cui si poteva intervenire.

"Ho dedicato il 90% delle mie giornate all’ingegneria e alla produzione, dormendo spesso in fabbrica e lavorando anche per 120 ore di fila"

Ritmi altissimi che, ovviamente, non hanno portato benefici alla salute di Musk, ma sono stati necessari perché “se non l’avessi fatto, Tesla sarebbe morta”. Tutta questa situazione ha ricordato a Musk la crisi del 2008, anno in cui ha assunto il ruolo di CEO dell’azienda. In quel periodo infatti a listino c’era solamente la prima generazione di Roadster e le vendite non andavano bene. “Avevamo meno del 10% di probabilità di successo, ma ce l'abbiamo fatta”.