Il Centro Studi Promotor la sottopone al Governo per sostenere chi ha basso reddito e auto vecchie

Gli incentivi auto torneranno nel 2019, lo ha promesso il governo (qui la proposta di Lega e 5 Stelle) e, per la prima volta, dovrebbero spingere molto sulle auto elettriche. Al momento però non ci sono altri dettagli e l’unica certezza sono gli incentivi regionali. Oggi il Centro Studi Promotor ha quindi avanzato una proposta: un bonus di 2.000 euro più uno sconto di altri 2.000 euro a tutti coloro che nel 2019 compreranno una nuova auto e contestualmente rottameranno un usato di oltre 10 anni.

“La nostra proposta è motivata dall’esigenza di supportare gli automobilisti, spesso a basso reddito, che possiedono una vettura di oltre 10 anni di anzianità e che hanno necessità di sostituirla per evitare le limitazioni al traffico imposte per motivi ambientali”.

Secondo il Centro Studi Promotor questo piano incentivi sarebbe a costo zero per l’Erario e porterebbe a un aumento del gettito con un impatto positivo sulla crescita del Pil. Il piano, così strutturato, coinvolgerebbe anche i costruttori, così come succede all'estero, i quali sceglierebbero se dare o meno l'ulteriore sconto di 2.000 euro.

Come negli “Anni ‘90”

La proposta di nuovi incentivi alla rottamazione avanzata al Governo dal Centro Studi Promotor calcola che, con un prezzo medio per l’acquisto di un’auto pari a 21.020 euro (di cui 3.790 di Iva) lo Stato recupererebbe in pieno il bonus da 2.000 euro. La formula richiama i primi incentivi alla rottamazione che furono in vigore nel 1997.

All’epoca l’aumento del gettito Iva e delle tasse di immatricolazioni sulle auto vendute in più coprì completamente il costo dell’erogazione del bonus e lasciò all’Erario un maggior gettito netto di 1.400 miliardi di lire (723 milioni di euro). Il Centro Studi ricorda anche che la crescita del Pil fu certificata dalla Banca d’Italia attorno allo 0,4%.

Senza incentivi, immatricolazioni negative nel 2018 e 2019

Ormai l’anno è quasi finito e il Centro Studi Promotor stima che il mercato dell’auto archivierà il 2018 con un calo delle immatricolazioni pari al 2,1% rispetto all’anno precedente, che comunque aveva segnato una crescita di ben 8 punti percentuali. Il dato negativo di quest’anno inoltre farebbe seguito ad un 2015 e ad un 2016 archiviati con una buona crescita del 16%.

Incentivi a parte quindi (che in Italia non si vedono dal 2014), il calo sarebbe anche fisiologico. Senza un intervento dello Stato, tuttavia, per il 2019 si prevede un'ulteriore flessione dell’1,6%. “Lo scenario del prossimo anno cambierebbe però radicalmente se venisse accolta la nostra proposta di incentivi alla rottamazione a costo zero”, ha detto Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor.