Il presidente americano polemizza dopo i tagli annunciati da General Motors

Il ceo di General Motors, Mary Barra, ha annunciato il taglio di ben 14.700 posti di lavoro. La reazione ufficiale del Presidente USA, Donald Trump, è arrivata tramite un tweet: “Sono molto deluso da General Motors e Mary Barra per le chiusure degli impianti in Ohio, Michigan e Maryland. Niente viene chiuso in Messico o Cina”. E poi un altro affondo:  “Gli Stati Uniti hanno salvato GM, e questo è il grazie!”. Il riferimento è al salvataggio di Stato sotto l’amministrazione Obama. Infine:

“Stiamo valutando il taglio di tutti gli aiuti a GM, inclusi quelli per le auto elettriche”.

Per paradosso, GM tenta la conversione dai motori tradizionali all’elettrico, anche attraverso una struttura molto più snella. Ma proprio Trump può mettere il bastone fra le ruote del gigante yankee, eliminando gli aiuti di Stato alla società. L’obiettivo di Trump è chiaro: “GM ha scommesso sulla Cina quando ha costruito nel Paese i suoi impianti (e anche in Messico). Non penso che sarà una scommessa che pagherà”.

 

Quanto conta l'industria dell'auto per Trump

L’industria automobilistica è stata uno dei fattori chiave del successo elettorale di Trump, che si poneva l’obiettivo perfino di creare altri posti di lavoro. Il tycoon americano ha raccolto voti negli Stati del Midwest, decisivi nella corsa alla Casa Bianca. E, dopo aver più volte promesso il proprio impegno per proteggere i lavoratori USA all’insegna dell'America First (prima gli americani), ora si ritrova una patata bollente in mano come i massicci tagli alla forza lavoro.

Da valutare in futuro anche la posizione del Congresso e dei democratici che hanno approvato, sotto l'amministrazione Obama, il salvataggio di Detroit impiegando miliardi di dollari dei contribuenti. Comunque, che i rapporti fra Trump e GM non fossero idilliaci era chiaro da mesi: a inizio 2017, aveva bacchettato General Motors, rea a suo dire di produrre in Messico ed esportare in USA: “Produca qui o paghi pesanti tasse doganali”. La mossa di tagliare la forza lavoro ha gettato benzina sul fuoco.

Una decisione "conveniente"

La decisione di GM è un precedente di notevole peso specifico e consentirà un risparmio di ben 6 miliardi di dollari. Può darsi che la via segnata da General Motors venga seguita da altri giganti dell’auto, che devono fronteggiare il rallentamento dell'economia, la paura della recessione, la guerra commerciale, e investire sul nuovo: vetture elettrificate e guida autonoma. Cercando mercati, come quello cinese, con crescita impetuosa e margini interessanti.